Depressione

C’è una correlazione tra carenza di acido folico e depressione?

carenza di acido folico e depressione

Parlare di una correlazione tra carenza di acido folico e depressione può sembrare strano, ma dobbiamo ricordare che la depressione è una malattia multifattoriale, quindi affonda le sue radici in molteplici cause, alcune delle quali sono da ricondurre, ad esempio, all’alimentazione.

Una carenza di acido folico è, in realtà, molto frequente, in particolare nella popolazione occidentale, perché la nostra dieta è un po’ povera di cibi ricchi di questa vitamina.

Inoltre, la carenza di folati è causata anche dal fatto che il nostro organismo immagazzina solo una piccola quantità di folati, di conseguenza se a questo si aggiunge una una dieta povera di tali sostanze si provoca una carenza importante anche in pochi mesi.

Vediamo insieme cos’è l’acido folico, perché è così importante per il nostro organismo – non solo per i disturbi dell’umore – e se esiste effettivamente una correlazione tra carenza di acido folico e depressione.

Cos’è l’acido folico

Acido folico e folati sono vitamine del gruppo B, note con il nome di vitamina B9. Il nostro organismo utilizza questa vitamina per produrre nuove cellule.

Bisogna fare una piccola distinzione tra folati e acido folico. I primi sono presenti in natura, negli alimenti, mentre l’acido folico è la forma sintetica di folato utilizzata negli integratori e negli alimenti fortificati come riso, pasta, pane e alcuni cereali per la colazione.

Come accennato prima, infatti, c’è scarsa biodisponibilità di questa vitamina, e inoltre il nostro corpo non riesce ad assimilarla in modo corretto, di conseguenza negli ultimi anni si è diffusa la tendenza ad arricchire alcuni alimenti, in particolare quelli elencati prima, con l’aggiunta di acido folico, per evitare una carenza di folati.

Non esiste, in effetti, solo una correlazione tra acido folico e depressione, ma una carenza di folati può provocare diverse condizioni patologiche, dall’anemia alla diarrea.

Nei casi più gravi, può addirittura condurre alla demenza.

Un ruolo particolarmente centrale dell’acido folico è stato individuato nella prevenzione delle malattie congenite, ecco perché si prescrive alle donne in gravidanza di assumere un integratore di acido folico per almeno i primi 3 mesi di gestazione, anche se l’optimum prevede l’inizio della somministrazione prima del concepimento.

Insomma, integrare l’acido folico è importantissimo, anche per quel che riguarda la nostra salute mentale.

Esiste un legame tra carenza di acido folico e depressione?

La risposta a questa domanda è sì! Numerosi studi condotti hanno, infatti, dimostrato che bassi livelli di folati si associano spesso a disturbi dell’umore, in particolare a depressione.

Come si legge in questo articolo, pubblicato sulla National Library of Medicine, negli studi su pazienti depressi sono stati riscontrati sia bassi livelli di folati che bassi di vitamina B12, e negli studi sulla popolazione generale è stata riscontrata un’associazione tra depressione e bassi livelli delle due vitamine.

Bassi livelli di folati plasmatici o sierici sono stati riscontrati anche in pazienti con disturbi dell’umore ricorrenti trattati con litio. Allo stesso modo è stato trovato un legame tra depressione e basso contenuto di folati nei pazienti con alcolismo.

Bassi livelli di folato sono inoltre collegati a una scarsa risposta agli antidepressivi, e si è dimostrato che il trattamento con acido folico migliora la risposta a questi farmaci.

Elevati livelli di omocisteina e depressione

Qual è il meccanismo che genera questa correlazione così evidente, stando agli studi effettuati, tra acido folico e depressione?

Sembrerebbe che a ricoprire un ruolo centrale sia la omocisteina.

Si tratta di un aminoacido presente nell’organismo in quantità molto piccole, che aumenta in modo considerevole in presenza di carenza di folati e vitamina B12.

Gli studi hanno mostrato che nei pazienti depressi si riscontra un livello di questo aminoacido molto elevato, e che questo possa aumentare il rischio di depressione nei pazienti non affetti da questa patologia.

La omocisteina interferisce con la produzione dei cosiddetti ormoni del benessere, come la serotonina, la dopamina e la noradrenalina, che sappiamo regolare l’umore, il sonno e l’appetito.

Per queste ragioni, quando si individua una correlazione tra carenza di acido folico e depressione in un soggetto molti medici tendono a prescrivere, oltre alla terapia antidepressiva, anche integratori di questa vitamina, per migliorare la risposta ai farmaci e per contrastare l’azione di disturbo della omocisteina sugli ormoni “della felicità”.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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