Ansia

Come combattere l’ansia da prestazione: tecniche di intervento

ansia da prestazione

Quando si fa riferimento all’ansia da prestazione si tende, erroneamente, a pensare a problemi legati alla sfera sessuale, forse perché è quella più spesso trattata, anche in modo ironico.

Eppure, l’ansia da prestazione riguarda numerose situazioni nelle quali è presente un esame da superare e delle aspettative da centrare e rispettare.

Ne conseguente che, sia nella sfera privata che in quella pubblica e sociale, le condizioni capaci di generare una tale reazione nel soggetto sono numerose.

Pensiamo, ad esempio, ad un esame o un’interrogazione scolastica, un compito da svolgere sul lavoro, una esibizione artistica o culturale, un discorso pubblico, ma anche alle prestazioni negli sport o, molto più banalmente, all’essere un genitore all’altezza delle aspettative.

Approfondiamo insieme.

Ansia da prestazione: auto-generata o provocata da un agente esterno

In un precedente articolo abbiamo spiegato che l’ansia, e in particolare il disturbo d’ansia generalizzato, si caratterizza come reazione eccessiva ad un futuro non meglio identificato, ed il più delle volte irreale o inesistente.

Questo potrebbe portarci a pensare che l’ansia da prestazione sia solo un parto della nostra mente, indotta dalla nostra paura di fallire, ma non è così.

Anche se capita molto sovente di sperimentare episodi di ansia da prestazione invalidanti auto generati, non sono rari gli attacchi di ansia frutto di un condizionamento sociale, esterno, molto forte.

Capita, ad esempio, ai bambini con genitori iper competitivi, che proiettano sui figli le proprie ambizioni personali, rendendoli fragili ed esponendoli ad una forte ansia da prestazione.

Ansia da prestazione: capacità di superarla

Sia chiaro, a determinate condizioni l’ansia da prestazione può rivelarsi essere positiva, nella misura in cui spinge il soggetto ad impegnarsi di più per raggiungere i risultati desiderati.

In questi casi, parliamo di soggetti capaci di superare l’ansia, diventando magari anche delle eccellenze in un particolare ambito (sportivo, lavorativo, sociale, artistico, ecc..).

Non tutti, però, hanno questa capacità di superare l’ansia da prestazione, ricavandone un risultato positivo.

Anzi, nella maggior parte dei casi accade il contrario, il soggetto rimane schiacciato dall’ansia e dalla paura, perdendo il focus della concentrazione e fallendo la prova alla quale si stava sottoponendo.

È molto interessante anche un altro aspetto.

I soggetti poco ansiosi, o capaci di gestire e superare gli attacchi di ansia, tendono ad esternalizzare le colpe di un risultato non soddisfacente, mentre quelli che ne subiscono gli effetti sono molto autocritici e oggettivi nell’analisi della situazione.

Ansia da prestazione e autostima

Un elemento connesso all’ansia da prestazione risulta essere l’autostima, ovvero la percezione che il soggetto ha di se stesso.

Come puoi facilmente intuire, esistono individui con una elevata autostima, convinti di poter riuscire in ogni esame da affrontare con relativa facilità, e quelli che, invece, non credono nelle proprie potenzialità e capacità e tendono a sminuirsi.

La scarsa autostima è, in misura cospicua, causa dell’ansia da prestazione, in particolare nei più giovani in età scolare.

Facciamo un esempio semplice per comprendere il ruolo dell’autostima negli episodi di ansia da prestazione.

Prendiamo 3 studenti universitari, impegnati con il medesimo esame:

  1. Il primo gode di una elevata autostima, ed è convinto di poter ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Così, studia solo poche ore al giorno, dedicandosi ad altre attività più piacevoli. Supera l’esame senza difficoltà, in molti casi anche brillantemente;
  2. il secondo gode di una scarsa autostima, per questo studia giorno e notte per superare l’esame. Nonostante l’ansia da prestazione, e la convinzione di non essere preparata in modo adeguato, supera l’esame con il massimo dei voti;
  3. il terzo gode anch’egli di una scarsa autostima, e studia giorno e notte. Purtroppo, in sede di esame, l’ansia gli gioca un brutto scherzo, e non riesce a superarlo.

In cosa differiscono il secondo ed il terzo studente?

Entrambi hanno una scarsa autostima, e soffrono di ansia da prestazione, ma mentre il secondo è in grado di controllare e superare l’ansia dell’esame, il terzo si lascia travolgere.

Ansia da prestazioni: sintomi principali

L’ansia da prestazione non provoca solo uno stato emotivo disagevole, ma si ripercuote anche sul nostro organismo, presentando sintomi in alcuni casi anche molto pericolosi.

Quali sono questi sintomi?

  • palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia;
  • sudorazione eccessiva;
  • tremori muscolari;
  • sensazione di soffocamento;
  • dolore o fastidio al petto;
  • nausea o disturbi addominali;
  • sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento;
  • paura di perdere il controllo;
  • brividi o vampate di calore.

Inoltre, è da ricordare che episodi di ansia da prestazione potrebbero fungere da campanello d’allarme per altri disturbi mentali, come la depressione ad esempio.

Quali sono le tecniche di intervento per l’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione, come l’ansia in generale, è una condizione che varia di soggetto in soggetto, e richiede un percorso dedicato per affrontarla e superarla nel migliore dei modi.

Ovviamente, in questo articolo non possiamo fare altro che limitarci ad elencare alcune delle principali tecniche di intervento impiegate dai terapeuti per affrontare queste manifestazioni nei pazienti.

  • Prevenzione: prima di lavorare sul problema ormai presente, è fondamentale iniziare un percorso di prevenzione delle vulnerabilità, ad esempio sostenendo l’autostima, migliorando i rapporti sociali e familiari, rimuovendo elementi in grado di causare stress;
  • Imparare a conoscere il problema: molto spesso chi sperimenta episodi frequenti di ansia da prestazione tende a non comprenderne la natura, a non individuare possibili cause o indicare la prima volta che è accaduto. Per superare questo disagio, però, è necessario imparare a conoscerlo, rivolgendosi ad un medico e parlandone con lui;
  • Rilassamento e respirazione addominale: le tecniche di rilassamento e di respiratoria hanno una duplice funzione, preventiva e di controllo. Infatti, consentono al paziente di evitare il sorgere di un attacco di ansia oppure di tenerlo sotto controllo all’apparire dei primi sintomi;
  • Psicoterapia: un percorso, di solito abbastanza lungo, di terapia e di dialogo con un terapeuta possono favorire una condizione di maggiore consapevolezza del problema, delle sue origini e delle motivazioni alla base degli attacchi;
  • Farmaci e/o integratori/nutraceutici: l’assunzione di farmaci specifici contro l’ansia o, in casi più lievi, di integratori specifici, rappresenta un supporto più rapido per il paziente.

Come sempre, invitiamo chi soffre di ansia da prestazione a rivolgersi ad un medico per individuare, insieme, il percorso più adeguato alle proprie esigenze.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *