Ansia

Ansia e depressione sono aumentate del 40% durante il lockdown

Da uno studio rappresentativo della popolazione italiana adulta, emerge che ansia e depressione sono aumentate del 40% durante il lockdown in Italia.

L’impatto negativo della pandemia sulla salute mentale è stata già evidenziata da diversi studi internazionali, ma un consorzio di ricercatori di ISS, Università di Genova e Pavia e Istituto Mario Negri, ha recentemente pubblicato i risultati del primo studio rappresentativo della popolazione italiana adulta, dal quale emerge che ansia e depressione sono aumentate del 40% durante il lockdown.

Lo studio, dal titolo “COVID-19 lockdown impact on mental health in a large representative sample of Italian adults”, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Journal of Affective Disorders”

Andrea Amerio, ricercatore psichiatra dell’Università di Genova e primo autore dello studio, ha dichiarato:

“l’utilizzo di psicofarmaci, prevalentemente ansiolitici, è aumentato del 20% rispetto al periodo pre-lockdown e tutti gli indicatori di salute mentale sono peggiorati. Questo è un trend che riscontriamo anche nella pratica clinica quotidiana, dove i nostri reparti si stanno facendo carico già da molti mesi di un aumentato bisogno di assistenza.”

Vediamo insieme quali sono i dati più interessanti emersi da questo studio.

I punti salienti della ricerca

Lo studio effettuato dal team di ricercatori si basa sull’analisi di un campione rappresentativo di oltre 6000 soggetti, reclutato durante il primo lockdown (tra il 27 aprile e il 3 maggio, più precisamente) e seguito nel corso del tempo.

Si tratta del primo studio consortile multidisciplinare trasversale condotto in Italia su un campione rappresentativo di adulti per testimoniare le enormi implicazioni del lockdown COVID-19 sulla salute mentale.

La prevalenza a livello nazionale dei sintomi depressivi e ansiosi è raddoppiata, arrivando a colpire più di un terzo della popolazione adulta generale.

L’uso di almeno un farmaco psicotropo – principalmente ansiolitici/benzodiazepine – è aumentato del 20%.

Le donne sono risultate più colpite rispetto agli uomini.

È stato osservato che un peggioramento dei sintomi depressivi è più probabile nei giovani, negli attuali ed ex fumatori, nei giocatori d’azzardo e nei soggetti che hanno trascorso più tempo trascorso all’aperto e più ore di attività fisica prima del lockdown.

I risultati dello studio

Come accennato all’inizio dell’articolo, dallo studio è emerso un generale peggioramento dei disturbi d’ansia e depressivi di circa il 40% durante il periodo di lockdown.

Più nel dettaglio, questi sono i risultati pubblicati dal team di ricercatori:

  • la prevalenza dei sintomi depressivi è aumentata dal 14,3% prima del lockdown al 33,2% durante il lockdown;
  • i sintomi di ansia sono passati dal 18,1% al 41,5%;
  • il sonno insufficiente (≤6 h/giorno) è aumentato dal 33,7% al 41,1%, mentre il sonno insoddisfacente dal 17,0% al 38,8%;
  • il dato sulla qualità della vita insoddisfacente è aumento in modo vertiginoso, passando dal 13,1% al 42,1%;
  • complessivamente, il 47,7% ha riportato un peggioramento dei sintomi depressivi, il 43,6% un peggioramento dei sintomi dell’ansia, il 35% una perdita di quantità del sonno e il 31,5% di qualità del sonno.
  • il 64,1% ha peggiorato la qualità della vita;
  • Il consumo di almeno uno psicofarmaco è aumentato del 20% rispetto al pre-lockdown (dal 9,5% all’11,4%).

Come accennato, le donne risultano più colpite da questo peggioramento dello stato di salute mentale durante il lockdown, ma non solo loro.

È stata, infatti, trovata una relazione statisticamente significativa tra i fumatori e i non fumatori, con i primi ad essere più colpiti dagli effetti devastanti del lockdown, ma anche tra chi era solito svolgere attività fisica e chi, invece, non lo faceva.

In merito al consumo di antidepressivi o psicofarmaci, nello studio è presente anche un grafico molto utile, dal quale si evince il tipo di sostanza, il suo utilizzo e la differenza tra prima e dopo il lockdown.

consumo psicofarmaci durante il lockdown

Conclusioni

Questo studio è un’ulteriore evidenza di quanto già mostrato da altri gruppi di ricerca, ovvero che il lockdown, nel suo funzionare molto bene per contenere la diffusione del virus, comporta anche un innegabile deterioramento della salute mentale, in particolare nei soggetti più predisposti o già affetti da ansia, depressione, insonnia, e altri disturbi psichici.

Si spera che, con la riduzione dei contagi, la campagna di vaccinazione e il progressivo ritorno alla normalità, si possa assistere ad una inversione di tendenza, anche se, com’è noto, i disturbi mentali non svaniscono da soli, ma richiedono di un supporto medico e psicologico.

Per questo motivo, invitiamo chiunque avverta sintomi riconducibili a depressione, ansia o insonnia, a rivolgersi al proprio medico.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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