Il cambiamento climatico ci fa dormire peggio?
Il cambiamento climatico ha effetti sempre più visibili sulla nostra salute e uno degli aspetti più trascurati riguarda il sonno. L’aumento delle temperature notturne, soprattutto nei mesi estivi, sta compromettendo la qualità del riposo di miliardi di persone nel mondo. Le notti torride, infatti, che un tempo erano eventi occasionali, stanno diventando la norma, con conseguenze evidenti sulla durata e profondità del sonno.
Si dorme sempre meno?
Diversi studi scientifici hanno confermato che negli ultimi anni il cambiamento climatico sta contribuendo a una riduzione delle ore di sonno a livello globale. Secondo un’analisi su scala mondiale, condotta su oltre 47.000 persone in 68 Paesi, ogni individuo ha perso in media 44 ore di sonno all’anno a causa dell’aumento delle temperature ambientali. Questo significa che, mediamente, 11 notti all’anno si concludono con meno di 7 ore di sonno: una soglia considerata minima per il benessere psicofisico.
Le notti più calde incidono in modo significativo sull’addormentamento, che tende ad avvenire più tardi. A rendere più difficile il sonno è la necessità fisiologica del corpo umano di raffreddarsi per potersi rilassare. Quando la temperatura ambientale non scende abbastanza, il corpo non riesce a liberare il calore in eccesso attraverso le estremità e questo compromette sia l’inizio sia il mantenimento del sonno. Il risultato è un sonno disturbato, frammentato e meno rigenerante.
In Europa, l’Italia è tra i Paesi più colpiti. Tra il 2014 e il 2023, le notti con temperature superiori ai 18°C, 20°C e persino 25°C sono aumentate drasticamente in città come Milano, Roma, Torino e Napoli.
Perché il caldo ci impedisce di dormire bene?
Il corpo umano segue un ritmo circadiano, regolato in gran parte dalla temperatura corporea. Durante la notte, il nostro organismo si raffredda per facilitare il passaggio alle fasi più profonde del sonno. Il calore esterno impedisce questo processo naturale, ostacolando il rilassamento e interferendo con le fasi REM, fondamentali per il recupero fisico e mentale.
Quando la temperatura notturna supera i 25°C, il sistema termoregolatore del corpo fatica a funzionare in modo ottimale. Questo causa:
- Aumento della latenza del sonno (tempo necessario per addormentarsi)
- Riduzione della durata del sonno profondo e peggioramento della qualità percepita del sonno
- Disturbi del sonno di vario tipo, tra cui insonnia, ipersonnia, parasonnie e disturbi del ritmo circadiano
La mancanza di un sonno adeguato ha inoltre effetti significativi sulla vita di tutti i giorni. Tra le principali conseguenze vi sono:
- Difficoltà di concentrazione e calo delle prestazioni lavorative o scolastiche
- Maggiore irritabilità, ansia e sintomi depressivi
- Indebolimento del sistema immunitario
- Maggior rischio di incidenti stradali e sul lavoro
- Alterazioni metaboliche e aumento di peso
Chi soffre di più il cambiamento climatico?
Non tutti gli individui sono colpiti allo stesso modo. Il cambiamento climatico ha un impatto maggiore su alcune categorie di persone, tra queste:
- Neonati e bambini, il cui sistema di termoregolazione non è ancora completamente sviluppato
- Anziani, spesso affetti da patologie croniche e con una minore capacità di adattarsi alle variazioni climatiche
- Donne incinte, per cui le alterazioni del sonno possono influire anche sul benessere del feto
- Persone a basso reddito, che vivono in abitazioni non climatizzate o in quartieri urbani soggetti all’effetto “isola di calore”
- Senzatetto e rifugiati, esposti direttamente alle temperature esterne e spesso costretti a dormire in ambienti che trattengono il calore
Cosa si può fare per dormire meglio nonostante il cambiamento climatico?
Anche se il problema è globale, a livello individuale è possibile adottare alcune strategie per migliorare la qualità del sonno durante le notti calde. Ecco alcune buone pratiche:
- Materassi e tessili traspiranti: scegliere materiali freschi, come il cotone o il lino, favorisce la termoregolazione corporea
- Evitare fonti di calore serali: ridurre l’uso di dispositivi elettronici e luci artificiali che emettono calore
- Ventilazione: aerare la stanza nelle ore più fresche e usare tende termoriflettenti può aiutare a contenere il calore
- Doccia tiepida prima di dormire: abbassa la temperatura corporea e favorisce il rilassamento
- Alimentazione leggera: cibi pesanti o ricchi di zuccheri aumentano la temperatura corporea
- Dispositivi di raffrescamento: se possibile, utilizzare ventilatori o condizionatori a basso consumo e impostarli su modalità notturna
Fonti e bibliografia
- My Personal Trainer, 2025 – L’impatto del clima sul sonno: come adattare la routine di sonno al cambiamento stagionale
- Meridiana Notizie, 2024 – Caldo rovina sonno e salute almeno 14 giorni in più all’anno, Italia fra Paesi più colpiti
- AIRC, 2022 – Cambiamenti climatici… da togliere il sonno
Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale.