Cefalea da abuso di farmaci: cosa sta succedendo?

Cefalea da abuso di farmaci

La cefalea da abuso di farmaci è una condizione sempre più riconosciuta e diffusa nella popolazione. Si tratta di una forma di mal di testa cronico che compare in persone che assumono con grande frequenza farmaci, al fine di alleviare la cefalea presente. Tuttavia, questo comportamento, anziché portare progressi, genera una spirale negativa in cui il mal di testa viene rafforzato.

Cos’è la cefalea da abuso di farmaci?

La cefalea da abuso di farmaci è una variante di mal di testa che si manifesta per più di 15 giorni al mese per almeno 3 mesi consecutivi. Si verifica in soggetti che assumono quantità troppo elevate di farmaci, antidolorifici o antinfiammatori, con lo scopo di alleviare lo stato di dolore. Ciò rappresenta un circolo vizioso in cui l’individuo consuma analgesici per calmierare il mal di testa, ma ottiene soltanto risvolti negativi, accrescendo il problema già presente.

Cause della cefalea da abuso di farmaci

La causa maggiore della cefalea da abuso di farmaci, come suggerisce il nome, è l’assunzione prolungata di farmaci antidolorifici e antinfiammatori. Tra questi, se ne individuano alcuni in particolare:

  • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)
  • Oppioidi
  • Triptani

Infatti, l’assunzione ripetuta di analgesici altera la risposta dei neurotrasmettitori e desensibilizza le aree cerebrali volte a controllare il dolore. Così, il cervello si abitua al farmaco, sviluppando una dipendenza psicologica e fisiologica, e, in sua assenza, percepisce il dolore con maggiore intensità.

Un altro fattore di rischio è rappresentato dal genere: le donne sono mediamente più predisposte a sviluppare la cefalea da abuso di farmaci, con una prevalenza doppia rispetto agli uomini.

Sintomi della cefalea da abuso di farmaci

Il sintomo principale della cefalea da abuso di farmaci è un mal di testa prolungato, che tende ad apparire o peggiorare quando l’effetto del farmaco svanisce. Molti individui con cefalea da abuso di farmaci descrivono una sensazione di dipendenza fisica, per la quale il dolore si intensifica in assenza di assunzione di un analgesico.

Tutto ciò grava sulla qualità della vita, generando ulteriori sintomi che affliggono i diversi aspetti dell’esistenza:

  • Difficoltà di concentrazione e riduzione della memoria
  • Ansia e peggioramento dell’umore in negativo
  • Irritabilità, nausea e disturbi del sonno

Sebbene i sintomi e la loro intensità dipendano sempre dall’individuo e dalla sua specifica condizione, è molto probabile che il problema si espanda e intacchi anche altre aree della vita, peggiorando la produttività lavorativa e le relazioni interpersonali quotidiane.

C’è una crescita di abuso di farmaci?

A livello sia nazionale sia internazionale si sta assistendo a un aumento di abuso di farmaci. Alcune stime ipotizzano che la cefalea da abuso di farmaci colpisca l’1-2% della popolazione. In Italia, nello specifico, si stimano circa 500.000 persone affette da questo problema. Seppur sia una condizione non rara, spesso è sottodiagnosticata o non considerata come dovrebbe.

Il fenomeno risulta maggiormente frequente nelle donne tra i 30 e i 50 anni, ovvero l’età in cui i progetti lavorativi ed affettivi hanno grande importanza e che quindi portano spesso stress e maggiore propensione all’utilizzo di analgesici.

Trattamento della cefalea da abuso di farmaci

Una via di uscita dalla cefalea da abuso di farmaci è la sospensione o riduzione del farmaco abusato. Il paziente può venire ricoverato per 10 giorni in terapia preventiva, gestendo il dolore senza avvalersi dell’uso di farmaci. In questo caso il paziente avrà picchi di dolore e un peggioramento del mal di testa, dunque verranno somministrate piccole dosi di ansiolitici, diuretici e osmotici nei primi giorni per rendere la fase di transizione più affrontabile. Successivamente, si procede con detossificanti per passare alla fase più importante del ricovero.

A fronte di questa terapia e altri percorsi psicoterapeutici, la maggior parte dei pazienti riesce a tornare in alcuni mesi a una forma di cefalea più episodica, anche se le ricadute rimangono possibili.

Fondamentale è rivolgersi a degli specialisti prima che la situazione possa degenerare e imparare ad ascoltare il dolore, comprendendone l’origine per agire più consapevolmente.

Fonti e bibliografia

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Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale.

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