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Come gestire l’ansia e gli attacchi di panico

Come gestire l ansia e gli attacchi di panico

Gestire l’ansia e gli attacchi di panico è un processo molto più complesso e delicato di quanto si possa pensare, perché non si riduce ad un banale “rilassamento”, come spesso viene percepito.

Infatti, chi sperimenta ansia, e in particolar modo gli attacchi di panico, non ha bisogno di rilassarsi, bere un bicchiere d’acqua o stendersi un momento.

Un conto è andare in panico per un evento specifico, oggettivamente spaventoso, un altro è vivere questi attacchi in modo estemporaneo e violento.

In quei momenti si ha davvero paura di morire, e non basta una pacca sulla spalla per gestirli e superarli.

Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire come gestire l’ansia e gli attacchi di panico in modo efficace.

Cosa sono gli attacchi di panico

La definizione di attacchi di panico condivisa dalla comunità medica è la seguente.

Un attacco di panico è un’ondata improvvisa di intensa paura o intenso disagio che raggiunge un picco in pochi minuti, durante i quali si verificano quattro o più sintomi tra quelli elencati nel DSM-V.

Questi attacchi possono presentarsi in modo spontaneo, quando paradossalmente ci si rilassa un attimo, o come reazione, anche tardiva, ad una situazione di particolare ansia e tensione.

Quindi, facciamo un attimo una precisazione: gli attacchi di panico non sono solo una manifestazione estrema di uno stato d’ansia, ma vanno analizzati in modo più ampio, individuando precisi sintomi, che andremo ad elencare più avanti.

Ciò che spaventa degli attacchi di panico, e che li rende così difficile da gestire da parte del paziente, è l’assenza totale di controllo proprio sui sintomi.

Ecco perché, all’inizio dell’articolo, abbiamo sottolineato il fatto che non è sufficiente rilassarsi per superarli, perché non abbiamo nessun reale controllo sui sintomi, e molto spesso non siamo nemmeno in grado di anticiparli o prevenirli, perché si presentano in modo improvviso.

Quali sono i sintomi di un attacco di panico

Cosa si prova durante un attacco di panico? Purtroppo, le sensazioni possono variare a seconda dell’intensità e di persona in persona.

In linea generale, possiamo dire che si tratta di un’esperienza davvero sgradevole, condita quasi sempre da una sensazione di morte imminente.

I sintomi che li caratterizzano sono indicati nel DSM-V, e sono i seguenti:

  • Palpitazioni;
  • battito cardiaco accelerato;
  • sudorazione;
  • tremore o agitazione;
  • Sensazioni di mancanza di respiro o soffocamento;
  • Dolore o fastidio al petto;
  • Nausea o sofferenza addominale;
  • Sensazione di vertigini, instabilità, stordimento o svenimento;
  • Brividi o sensazione di calore;
  • Parestesie, ovvero sensazioni di intorpidimento o formicolio;
  • Derealizzazione (sentimenti di irrealtà) o spersonalizzazione (distacco da se stessi).
  • Paura di perdere il controllo o di “impazzire”.
  • Paura di morire.

La sintomatologia si sviluppa su quattro categorie, ovvero le manifestazioni soggettive (cosa avverte il paziente), le manifestazioni somatiche (caldo, freddo, nausea, ecc..), quelle psicosensoriali (alterazione della percezione) e quelle comportamentali (interruzione delle attività che si stanno svolgendo).

Come vedi, non si tratta solo di una persona che in un preciso momento è più ansioso del solito, ma di una cascata di sintomi violentissimi, che hanno anche la pessima abitudine di presentarsi all’improvviso e tutti (o quasi tutti) insieme.

Ecco perché dire a qualcuno che sta affrontando un attacco di panico di rilassarsi e bere un bicchiere d’acqua è assolutamente inutile.

Cosa fare per gestire l’ansia e gli attacchi di panico

Come abbiamo accennato, durante un attacco di panico non abbiamo il controllo di quello che la nostra mente e il nostro corpo provano, e non siamo in grado (salvo rare occasioni) di prevedere con largo anticipo il prossimo episodio.

Questo non deve farci pensare che non ci sia niente da fare, che si debba accettare con rassegnazione di subire questi attacchi in modo passivo.

Infatti, ci sono tre livelli sui quali si può lavorare:

  1. Il primo consiste nel prestare molta attenzione ai sintomi prima elencati, e nel riconoscerli in tempo utile;
  2. Il secondo, invece, prevede una strategia di evitamento di determinare situazioni;
  3. infine, è necessario fare un lavoro sulle cause scatenanti, quindi sul disturbo d’ansia.

1. Riconoscere i sintomi

Come spiegato, un attacco di panico è definibile tale quando si presentano almeno quattro sintomi individuati dal DSM-V.

Quindi, se sei un soggetto ansioso e avverti ad esempio una accelerazione del battito cardiaco, una eccessiva sudorazione, o magari ti senti mancare il respiro, puoi subito innescare un processo di rilassamento e di prevenzione.

Non è detto che funzioni, perché gli attacchi sono subdoli e spesso si presentano quando sei rilassato, addirittura durante la notte, ma in molte situazioni rappresenta un’ottima strategia.

Con il supporto di uno psicoteraputa è possibile, ad esempio, imparare a distinguere l’ansia anticipatoria dagli episodi critici.

2. Strategia di evitamento

Un altro elemento sul quale è possibile lavorare consiste nell’evitare determinate situazioni che potrebbero scatenare gli attacchi di panico.

Rientrano in queste situazioni:

  • luoghi pubblici affollati;
  • mezzi di trasporto;
  • luoghi isolati;
  • luoghi chiusi;
  • rimanere in fila;
  • attraversare ponti
  • entrare in ospedale;
  • andare dal dentista;
  • fare immersioni subacquee;
  • indossare vestiti stretti;
  • assumere farmaci.

3. Curare l’ansia

Gli attacchi di panico sono un prodotto del disturbo d’ansia, questo vuol dire che per ridurre la frequenza o annullarla completamente è necessario affrontare il problema di fondo.

Abbiamo già spiegato come curare l’ansia in modo efficace, in alcuni casi più lievi evitando i classici ansiolitici optando per prodotti naturali, ma ci teniamo sempre a sottolineare l’importanza di essere seguiti da un medico specializzato, capace di individuare con esattezza il nostro problema e indicare un percorso terapeutico da seguire.

Aggiungiamo, inoltre, che soffrire d’ansia non deve necessariamente sfociare in attacchi di panico, non si tratta di una condizione necessaria e sufficiente.

Si può vivere una vita soffrendo d’ansia senza mai sperimentare un episodio così violento.

Può capitare, però, di trovarsi ad affrontare situazioni che simulano una crisi di panico, e riuscire a distinguerle è importantissimo. Per questo, la terapia della parola, il supporto psicologico, sono così importanti.

L’importanza di una rete di supporto

Quando si parla di disturbi mentali, come l’ansia e gli attacchi di panico, si sottolinea, giustamente, il ruolo fondamentale dei medici e degli specialisti, ma non dobbiamo dimenticare un altro gruppo di persone che svolge una funzione essenziale: gli affetti cari.

Chi sperimenta un attacco di panico ha bisogno del supporto di familiari, amici, partner, non solo durante l’episodio ma anche prima e dopo.

E’ naturale, per il paziente, cercare conforto e sostegno nelle persone a lui care, che devono fare di tutto per non farlo sentire sbagliato.

Anche se dura pochi minuti, questo evento è estremamente provante, e non è affatto un segno di fragilità e debolezza, tanto meno una esagerazione.

Per questo è fondamentale che i familiari siano ben consapevoli di cosa sia un attacco di panico, onde evitare quegli atteggiamenti superficiali così tanto diffusi nella società.

Per approfondire, consigliamo questo utile manuale “Il Disturbo di Panico. Guida pratica per pazienti, familiari e operatori”, a cura di Mario Di Fiorino e Guido Jacopo Massei, consultabile liberamente qui.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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