Ansia

Stress, stress, stress. Ma cos’è lo stress?

cos'è lo stress

Non sempre sono gli imprevisti peggiori e le situazioni particolarmente negative a provocarlo. Spesso si tratta dell’accumularsi di diversi eventi o, più semplicemente, della pressione causata dalla società, dagli obblighi dovuti e percepiti quotidianamente. Ma la domanda rimane: che cos’è lo stress e come si manifesta?

A volte lo fraintendiamo, sottovalutiamo o sopravvalutiamo, altre lo viviamo negativamente quando in realtà è addirittura benefico per il nostro organismo. Il risultato? Raramente riusciamo a combatterlo nel modo più appropriato.

Ma cosa intendiamo – noi e la nostra società – quando parliamo di stress? Andiamo a scoprirlo, analizzandone definizioni, significato e tipologie.

Cos’è lo stress?

Ci sentiamo stressati quando viviamo un cambiamento che richiede un certo adattamento. 

Quanto è prevedibile e controllabile questo cambiamento?

È proprio da questi due elementi che l’evento risulta molto o poco stressante. Più è prevedibile e controllabile, minore sarà lo stress provato.

Stress definizione

Il termine “stress” deriva dal latino stringere, legare con forza. La sua etimologia ci fa notare la stretta correlazione con un senso di oppressione, che può essere inteso in senso fisico, ma anche psicologico.

In fisica, la definizione di stress si lega alla pressione esterna a causa della quale un oggetto viene danneggiato o perde la sua forma. 

Sempre lo stress, nella sua definizione in psicologia, è inteso come la risposta di un organismo a una richiesta “eccezionale” proveniente dall’ambiente esterno. 

Mentre dalla prima definizione l’accezione negativa è chiara ed esplicita, dalla seconda emerge l’elemento di adattamento, non necessariamente negativo. In effetti, lo stress inteso biopsicosociale può essere positivo o negativo.

Lo stress negativo, o distress, riguarda una reazione che corrisponde a una situazione di disequilibrio tra ciò che viene richiesto (o percepito) e ciò che si è in grado di fare o sopportare.

Lo stress positivo, o eustress, riguarda una reazione fisiologica, in seguito a una richiesta o a un cambiamento esterno, che può essere benefica per l’organismo. Si tratta di una risposta necessaria alla sopravvivenza, che si risolve senza danni psico-fisici.

In caso di eustress, la persona percepisce che il proprio limite sta per essere superato. La sua reazione fa sì che si senta pronto a reagire; di conseguenza, le sue capacità adattive aumentano.

Stress origine

Il termine “stress” viene utilizzato per la prima volta da Bradford Cannon, padre della psicosomatica, nel 1936. Pochi anni dopo è il medico Hans Selye che lo associa alla Sindrome Generale di Adattamento (SGA). 

Selye, in seguito a una serie di esperimenti sui ratti, giunge alla conclusione che la loro reazione a diversi elementi di stress si manifesta attraverso gli stessi sintomi. Tale risposta viene nominata come “stress”, facendo riferimento allo sforzo espresso dai ratti per reagire. 

Stress significato

Sindrome post traumatica, pressione lavorativa, familiare, economica. La presenza di almeno uno di questi fattori porta a una risposta emotiva, fisica e mentale, nota come stress.

Quindi, cos’è lo stress? Possiamo dedurre che lo stress è la risposta che ogni individuo sviluppa quando si sente sotto attacco. Inizialmente la persona può reagire positivamente, determinando una maggior reattività, energia, autostima. In seguito a una pressione eccessiva, può subire effetti negativi e disturbi da stress.

Di per sé, però, lo stress non è negativo o positivo; lo diventa in seguito alla situazione che lo provoca e alla persone che lo vive. Ecco perché la tensione prima di una gara può essere identificata come eustress, mentre quella successiva a un trauma è distress. In quest’ultimo caso, il soggetto non riesce ad affrontare la situazione, con conseguente compromissione per le cellule, i tessuti e gli organi.

Stress acuto e stress cronico

È proprio la durata del periodo di stress che porta alla distinzione tra stress acuto e stress cronico. Mentre il primo è limitato nel tempo e si verifica una volta sola, il secondo si protrae a lungo.

Cos’è lo stress acuto?

Lo stress acuto corrisponde alla reazione immediata a seguito di un’emozione o situazione eccezionale, come può essere, ad esempio, uno spavento. 

Si manifesta attraverso ansia, tachicardia, rabbia, tensione muscolare, aumento della pressione. 

Lo stress acuto può essere positivo perché, oltre a non causare danni all’organismo (se si verifica una volta sola), stimola e motiva. Tuttavia, se la situazione che scatena questa reazione, pur essendo eccezionale, è particolarmente grave (come subire una violenza sessuale), si possono sviluppare danni psico-fisici importanti.

Cos’è lo stress cronico?

Lo stress cronico corrisponde alla reazione successiva all’esposizione prolungata e/o ripetuta a elementi di stress: malattie, problemi lavorativi, rapporti conflittuali, ecc.

Questo tipo di stress comporta un danneggiamento di cellule, tessuti e organi, con conseguenti malattie e problematiche importanti per l’organismo, come: tumori, malattie metaboliche, autoimmuni, psichiatriche, infettive.

La percezione dello stress

Ogni evento e cambiamento viene vissuto in modo diverso da persona a persona. L’evento stressante è percepito in modo molto più drastico e negativo da una persona con mentalità rigida e pessimista. Al contrario, chi vive la propria vita con una visione ottimistica e flessibile riesce a reagire meglio, anche alle situazione più complicate. 

Non è solo la mentalità a fare la differenza davanti a un evento stressante. La genetica, in questo senso, gioca il suo ruolo. Non solo. Anche le esperienze passate ci rendono più vulnerabili ad alcune situazioni. Le stesse situazioni che lasciano indifferenti persone con un vissuto diverso.

La reazione del corpo allo stress

L’innata capacità di adattarsi alle diverse situazioni di tensione, come abbiamo visto, può variare. La difficoltà sorge quando percepiamo in modo eccessivo i fattori di stress e non riusciamo più a mettere in atto il nostro sistema di adattamento.

A quel punto emergono i Disturbi dell’Adattamento, o Disturbi da Stress e Ansia.

Rispetto ai disturbi legati alla sindrome post traumatica, i disturbi dell’adattamento possono essere riconducibili a diversi eventi; non è quindi necessario individuare un evento ufficialmente classificato come traumatico.

I Disturbi dell’Adattamento si presentano quando il fisico, sentendosi in pericolo, rilascia adrenalina, noradrenalina, cortisolo. Sono proprio questi ormoni che aiutano l’organismo a superare il pericolo. Quali sono le conseguenze? I battiti del cuore aumentano, i battiti accelerano, l’attenzione sale. Il cortisolo fa sì che alcune attività considerate, in quel momento, secondarie (come la digestione), vengano messe in stand by. 

Quando la soglia di allerta si abbassa, il livello di produzione di ormoni torna alla normalità, a meno che non si viva un periodo di stress cronico; in questo caso, le difficoltà fisico-mentali sono proprio scatenate da un’alterazione ormonale costante. 

Cosa fare? Dopo aver studiato attentamente i propri sintomi dello stress, è opportuno valutare con il proprio medico il miglior percorso da seguire per risolvere le cause e ritrovare il proprio equilibrio psico-fisico.Vuoi saperne di più? Non perderti i migliori rimedi per lo stress.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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