Depressione

La malattia da COVID-19 aumenta il rischio di disturbi mentali

La malattia da COVID-19 aumenta il rischio di disturbi mentali

Un nuovo studio, pubblicato lo scorso 16 febbraio 2022 sul prestigioso British Medical Journal o BMJ, suggerisce che le persone che contraggono un’infezione da COVID-19 presentano un rischio elevato di sviluppare una serie di malattie mentali.

La ricerca, dal titolo “​​Risks of mental health outcomes in people with covid-19: cohort study” ha scoperto che le possibilità di sviluppare malattie mentali, come ansia, depressione, uso di sostanze e disturbi del sonno, sono significativamente esacerbate nei soggetti che hanno contratto la malattia causata dal virus Sars-CoV-2, a un anno dall’infezione iniziale, sottolineando l’importanza di fornire supporto psicologico a questi soggetti. 

Come abbiamo già segnalato in altri articoli pubblicati sul nostro magazine, precedenti indagini avevano già identificato la capacità del COVID-19 di aumentare il rischio di ansia e depressione; tuttavia, i dati a disposizione era ancora ridotti, così come il tempo di osservazione e monitoraggio. 

Gli stessi autori dello studio summenzionato, ad esempio, avevano in precedenza realizzato uno studio, pubblicato nell’aprile del 2021, seguendo i soggetti per un periodo di 6 mesi dopo l’infezione, per poi decidere di proseguire con un follow-up più lungo, per comprendere meglio i rischi degli esiti di salute mentale vissuti dalle persone con COVID-19. 

Vediamo cosa emerge dalla ricerca pubblicata sul BMJ

Lo studio

Il team ha condotto lo studio più ampio mai realizzato fino ad oggi sulle manifestazioni di salute mentale nei pazienti COVID-19.

Per farlo, ha utilizzato i dati dei database dello US Department of Veterans Affairs, il dipartimento nazionale per i veterani USA. 

Lo studio di coorte ha coinvolto 153.848 persone sopravvissute ai primi 30 giorni di infezione da SARS-CoV-2, e due gruppi di controllo

  • un gruppo contemporaneo composto da 5.637.840 di individui, senza evidenza di SARS-CoV-2;
  • un gruppo di controllo storico (5.859.251 di individui) precedente alla pandemia.

I partecipanti erano prevalentemente uomini bianchi con un’età media di 63 anni

Successivamente, il team ha diviso il gruppo che ha contratto la malattia da COVID-19 in due sottogruppi: 

  • persone che sono state ricoverate in ospedale a causa dell’infezione;
  • persone che non sono state ricoverate durante la fase acuta dell’infezione.
covid-19 disturbi mentali

I ricercatori hanno poi raccolto informazioni su fattori potenzialmente influenti tra cui età, etnia, sesso, stile di vita e storia medica.

I gruppi sono stati quindi seguiti per un anno per stimare il rischio di determinate malattie mentali, inclusi ansia, depressione e disturbi da stress, disturbi da uso di sostanze, declino neurocognitivo e disturbi del sonno.

Impatto del COVID-19 sulle malattie mentali

I risultati dello studio condotto sui veterani statunitensi ha evidenziato un rischio maggiore del 60% di qualsiasi diagnosi o prescrizione di salute mentale a un anno dall’infezione da COVID-19 rispetto al gruppo di controllo non infetto, con una frequenza di 64 ogni 1.000 persone

Inoltre, analizzando separatamente le malattie mentali, i ricercatori stabilito che il COVID-19 era associato a

  • aumento dei disturbi del sonno, con una frequenza di 24 ogni 1.000; 
  • aumento dei disturbi depressivi, con una frequenza di 15 ogni 1.000; 
  • aumento del declino neurocognitivo in 11 persone ogni 1.000;
  • aumento dei disturbi da uso di sostanze (non oppioidi) in 4 persone su 1.000.

Il team ha trovato risultati simili confrontando il gruppo COVID-19 con il gruppo di controllo storico

I rischi per la salute mentale erano più elevati nelle persone ricoverate in ospedale durante la fase acuta di COVID-19, ma erano evidenti anche nelle persone non ricoverate in ospedale

Inoltre, i pazienti COVID-19 hanno mostrato un rischio maggiore di malattie mentali rispetto alle persone con influenza stagionale e le persone ricoverate in ospedale a causa della malattia avevano una probabilità maggiore rispetto a quelle ricoverate per qualsiasi altro motivo.

Non è possibile stabilire una causa poiché si tratta di uno studio osservazionale e il team afferma che potrebbero essersi verificati alcuni errori di classificazione errata. Inoltre, lo studio includeva principalmente uomini bianchi più anziani, quindi i risultati potrebbero non essere applicabili ad altri gruppi.

Ciò nonostante, i ricercatori hanno voluto sottolineare come i risultati raccolti suggeriscano la necessità di riformulare il nostro pensiero su SARS-CoV-2

Non è solo un virus respiratorio; è un virus sistemico che può provocare danni e conseguenze cliniche in quasi tutti i sistemi di organi, inclusi disturbi della salute mentale e declino neurocognitivo.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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