Depressione

Depressione e stanchezza fisica: come contrastarla

depressione e stanchezza fisica

Quando si affronta il tema della depressione, si tende a sottolineare molto spesso il ruolo fondamentale che ricopre l’esercizio fisico per la salute psico-fisica, ma raramente si discute del rapporto tra depressione e stanchezza fisica.

Infatti, se è dimostrato che l’attività fisica, svolta con regolarità, riesca a prevenire l’insorgenza di episodi depressivi e, a determinate condizioni, a curare disturbi psichici, è altrettanto vero che uno dei sintomi della depressione consista proprio nella stanchezza fisica, una sensazione di enorme spossatezza.

Approfondiamo insieme il rapporto tra depressione e stanchezza fisica, e vediamo come contrastarla.

Sintomi Fisici della depressione

In un articolo precedente pubblicato sul nostro blog, abbiamo elencato i principali sintomi della depressione, dividendoli in due categorie: sintomi mentali e fisici.

Rientrano nei sintomi fisici i seguenti disturbi:

  • Disturbi del sonno, per i quali può essere consigliato anche l’assunzione di integratori o nutraceutici specifici, come la melatonina;
  • Disturbi dell’appetito: anoressia, bulimia, inappetenza, sensazione di fame costante;
  • Affaticabilità e diminuzione dell’energia, anche in assenza di attività che potrebbero giustificarla;
  • Perdita di interesse in numerose attività, compreso il sesso;
  • Sintomi gastrointestinali, come bocca secca, nausea, costipazione;
  • Dolori inspiegabili;
  • Rallentamento o agitazione psicomotoria.

La depressione provoca questa sensazione di stanchezza e spossatezza perché va ad intaccare le nostre riserve di energia.

Inoltre, andando ad agire negativamente anche sulle motivazioni, sul desiderio di compiere un’azione, anche banale, la depressione non fa che accentuare la stanchezza fisica, rendendo sfiancante anche solo vestirsi, lavarsi, spostarsi da una stanza all’altra.

Depressione e stanchezza fisica: un circolo vizioso

Purtroppo, il rapporto tra depressione e stanchezza fisica è caratterizzato da un loop infernale, una sorta di vortice che si autoalimenta.

Sì, perché se è vero che uno stato depressivo lieve o maggiore provoca una sensazione di spossatezza estrema, ogni gesto compiuto dal soggetto che ne soffre presuppone uno sforzo maggiore rispetto a chi non soffre di depressione, e questo non fa che elevare all’ennesima potenza la stanchezza, aumentandola.

Più ti senti stanco, più ti stanchi.

Inoltre, ad alimentare questa cascata infinita concorre anche un altro sintomo della depressione, ovvero i disturbi del sonno, come l’insonnia ad esempio.

Se, a causa di uno stato depressivo, si fa fatica a riposare in modo soddisfacente, la stanchezza fisica non può fare altro che aumentare.

Per spezzare questa catena, è necessario intervenire sul disturbo a monte.

Come contrastare la stanchezza fisica provocata dalla depressione

Se si stabilisce una relazione tra depressione e stanchezza fisica, ovvero un medico specializzato diagnostica uno stato depressivo lieve o maggiore, allora è necessario mettere in campo una serie di azioni per contrastare la spossatezza psico-fisica.

Come accennato prima, curare il sintomo è riduttivo, è necessario provare ad affrontare il problema a monte, quindi seguire una terapia per il trattamento della depressione, non necessariamente tramite l’assunzione di psicofarmaci.

A determinate condizioni, infatti, è possibile uscire dalla depressione senza farmaci (optando, in alternativa, per degli integratori nutraceutici), e in ogni caso è importante ricordare che si può guarire.

Quindi, il primo passo è sempre rivolgersi ad uno specialista, e seguire le sue indicazioni.

Detto questo, esistono alcune scelte che possono aiutare a contrastare, spesso in modo anche molto efficace, questo rapporto tra depressione e stanchezza fisica.

Vediamole insieme:

  • Ridurre, laddove possibile, fonti eccessive di stress, evitando di accumulare gli impegni;
  • Impostare una routine molto precisa, anche rigida per certi versi, che preveda momenti di relax e di svago;
  • Seguire le regole di igiene del sonno;
  • Seguire un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura fresca;
  • Fare attività fisica regolarmente. Rientrano in questa categoria anche attività come lo yoga e la meditazione.

Contrastare la stanchezza con l’attività fisica

La domanda sorge spontanea: ma prescrivere ad un soggetto depresso, quindi fisicamente e mentalmente stanco, di fare attività fisica, non è un controproducente?

In effetti, chiedere a qualcuno che ha difficoltà anche solo ad alzarsi dal letto di andare in palestra o fare ginnastica può sembrare un controsenso, eppure funziona.

Come accennato all’inizio dell’articolo, è dimostrato che anche un esercizio fisico lieve, come camminare, aiuta a prevenire e a contrastare la depressione.

Nel documento del Ministero della Salute intitolato “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione”, si legge che la sedentarietà è molto diffusa nei soggetti depressi, raggiungendo circa il 44% del totale, e che

“L’attività fisica […] Ha effetti positivi sulla salute mentale, contribuendo al mantenimento delle funzioni cognitive e alla riduzione del rischio di depressione e di demenza. […] ha specifici effetti benefici sulle patologie mentali diventando uno strumento a basso costo e senza effetti collaterali. L’attività sportiva in gruppo può essere particolarmente efficace per le persone con ritiro sociale, prevedendo la presenza di un operatore che supporti il paziente almeno nelle prime fasi.”

Insomma, l’attività fisica favorisce la socializzazione, il divertimento, influisce positivamente sull’umore e riduce gli stati di ansia e depressione, quindi è fortemente consigliata per contrastare gli effetti collaterali dei disturbi mentali, a cominciare proprio dalla stanchezza e dalla spossatezza.

Ovviamente, ogni persona è diversa, quindi le modalità di esecuzione dell’attività fisica vanno tarate sulle reali condizioni in cui essa versa, e devono sempre prevedere una gradualità, onde evitare di diventare frustrante e peggiorare una condizione di partenza già precaria.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *