Ansia, Depressione

Quali sono le principali differenze tra ansia e depressione

differenze tra ansia e depressione

Nell’immaginario collettivo si tende spesso a domandarsi quali siano le differenze tra ansia e depressione, una distinzione poco nota e spesso fonte di confusione.

Ad essere sinceri, dobbiamo ammettere che questa confusione non è affatto ingiustificata, né frutto necessariamente di una scarsa conoscenza del fenomeno.

In effetti, ansia e depressione convivono, e sono senza dubbio alcuno patologie interconnesse, oltre ad essere le più diffuse a livello mondiale.

Non a caso, si parla spesso di depressione ansiosa o di sindrome ansioso-depressiva.

Detto questo, ansia e depressione non sono la stessa cosa, e per comprendere meglio cosa le distinguono è opportuno fare alcune precisazioni e conoscere più da vicino il fenomeno dell’ansia.

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L’ansia è una risposta emotiva

Iniziamo col dire che quando si parla di ansia si fa riferimento ad una risposta emotiva ad un pericolo, reale o percepito, che si differenzia però dalla paura.

Quest’ultima, infatti, è una forma di eccitazione provocata da un evento specifico, che può sfociare nella fuga.

L’ansia, invece, è un comportamento provocato da un evento futuro, non ancora verificatosi, che ci spaventa affrontare e dal quale cercheremo di fuggire, evitandolo.

E’ evidente, però, che non tutte le manifestazioni di ansia sono da considerare espressioni di un disturbo, potrebbero essere semplici reazioni temporanee e circoscritte ad un evento specifico.

Ad esempio, si può provare ansia per un esame universitario o per un controllo medico, ma questo non vuol dire che si soffra di un disturbo d’ansia meritevole di cure.

Come si può leggere nel DSM-5, dal momento che le persone con disturbi d’ansia in genere sopravvalutano il pericolo in situazioni che temono o evitano, sarà poi compito del medico stabilire se questa reazione sia effettivamente eccessiva o sproporzionata, analizzando una serie di fattori.

Quali sono i disturbi d’ansia

Prendendo, come sempre, a riferimento la bibbia dei disturbi mentali, ovvero il DSM-5, i disturbi d’ansia sono suddivisi in varie categorie, a seconda della loro natura.

  • disturbo d’ansia da separazione: paura o ansia inappropriate ed eccessive riguardo alla separazione da qualcuno a cui si è molto legati;
  • mutismo selettivo: incapacità costante di parlare in specifiche situazioni sociali (ad esempio a scuola) nonostante si riesca a farlo in altre;
  • fobie specifiche: marcato timore o ansia per un oggetto o una situazione specifici (ad es. volare in aereo, altezze, animali, ricevere un’iniezione, vedere sangue);
  • fobia sociale: timore o ansia per una o più situazioni sociali in cui l’individuo è esposto a possibili controlli da parte di altri;
  • disturbo di panico: attacchi di panico imprevisti ricorrenti. Un attacco di panico è un’improvvisa ondata di intensa paura o intenso disagio che raggiunge il picco in pochi minuti e durante il quale si registrano alcuni sintomi specifici, come palpitazioni, sudorazione, sensazione di soffocamento, ecc.;
  • agorafobia: paura o ansia per due (o più) delle seguenti cinque situazioni:
    • Uso dei mezzi pubblici.
    • Essere in spazi aperti.
    • Essere in luoghi chiusi.
    • Stare in fila o essere in mezzo alla folla.
    • Essere fuori casa da solo.
  • disturbo d’ansia generalizzata: ansia e preoccupazione eccessive, che si verificano più giorni per almeno 6 mesi, su una serie di eventi o attività;
  • disturbo d’ansia indotto da sostanze/farmaci: importanti sintomi di panico o ansia che si ritiene siano dovuti agli effetti di una sostanza (ad es. un abuso di droga, un farmaco o un’esposizione a tossine).
  • disturbo d’ansia causato da altre situazioni mediche: ansia clinicamente significativa che si ritiene sia un effetto fisiologico di un’altra condizione medica.

Ansia e depressione: il concetto di comorbidità

Come anticipato nell’introduzione del nostro articolo, è dimostrato un legame tra ansia e depressione, due patologie che presentano diversi punti in comune e che, per certi versi, sono considerabili parte di un unicum.

Infatti, secondo moltissimi studi una percentuale importante di soggetti affetti da depressione – anche superiore al 50% – sviluppa nel corso della sua vita una sindrome ansiosa, in particolare un disturbo d’ansia generalizzato.

In questi casi si parla di comorbidità, ovvero condizioni in cui patologie diverse si presentano nella stessa persona in un determinato periodo di tempo.

In un interessante paper dal titolo “Ansia e depressione nella popolazione generale”, realizzato da Carlo Faravelli, Sabrina Paterniti, Alejandra taberna, si può leggere quanto segue in merito alla questione della comorbidità:

“per un soggetto affetto da un episodio depressivo maggiore il rischio di avere un disturbo d’ansia e maggiore rispetto a un soggetto non affetto di una quota che varia dal 9.0% nel caso della fobia semplice al 18.8% nel caso del disturbo di panico”.

In merito alla questione esistono numerosi studi nei quali, con percentuali differenti, si evidenzia comunque un rapporto innegabile tra disturbi d’ansia e depressione.

Molto utile per visualizzare in modo chiaro questa correlazione tra ansia e depressione è il grafico pubblicato all’interno di un articolo su Focus On Brain.

differenze tra depressione e ansia grafico

Ansia e depressione: quali differenze

Abbiamo visto che ansia e depressione hanno un legame, dimostrato da numerosi studi di comorbidità svolti nel corso degli ultimi decenni.

Detto ciò, è importante tornare alla domanda iniziale, ovvero a quali sono le differenze tra ansia e depressione.

Cercando, ancora una volta, di essere sintetici ma non superficiali, possiamo dire che a segnare una differenza tra queste due patologie ricoprono un ruolo essenziale due elementi: i sintomi e le alterazioni provocate al nostro organismo.

Infatti, mentre i sintomi della depressione sono riconducibili alle cosiddette “Quattro A” (Abulia, Anedonia, Apatia, Astenia), ovvero una condizione in parte umorale e in parte cognitiva, l’ansia è invece caratterizzata da una reazione di tipo emotivo, ed è per questo collocata all’interno dei disturbi dell’emozione.

Semplificando, la depressione influisce sull’umore, l’ansia invece si manifesta in modo reattivo, come risposta ad un evento specifico.

Dal punto di vista somatico, ovvero sulla capacità di ansia e depressione di influenzare le nostre funzioni vitali, potremmo distinguerle in questo modo:

  • ansia: sintomi cardiaci, gastrointestinali, respiratori, urogenitali, neurologici, ma anche insonnia, perdita dell’attenzione, difficoltà di concentrazione e memoria;
  • depressione: perdita del desiderio, cefalee, stanchezza, perdita di forza, deficit cognitivi.

Esiste, anche in questo caso, una sovrapposizione tra le due condizioni, resa evidente da questo ulteriore elaborazione grafica presente nell’articolo di Focus On Brain.

ansia e depressione sintomi in comune

Come puoi notare, alcuni sintomi del disturbo d’ansia generalizzato e del disturbo depressivo maggiore sono gli stessi, a ulteriore prova del legame tra le due patologie.

Non è un caso, d’altronde, che i farmaci e gli integratori/nutraceutici antidepressivi risultino efficaci anche nel trattamento dei disturbi d’ansia.

Conclusioni

Come avrai capito, non è possibile rispondere in modo netto alla domanda “quali sono le principali differenze tra ansia e depressione”, perché presentano non pochi punti in comune.

Gli studiosi, già da qualche tempo, tendono a considerare ansia e depressione due patologie che potrebbero rappresentare differenti manifestazioni clinico-sintomatologiche di una vulnerabilità simile, collegata ad un “fattore emozionale scatenante”.

Le due patologie hanno in comune negli ultimi tempi anche approcci farmacologici, infatti molti farmaci antidepressivi e integratori usati in add-on per la depressione vengono utilizzati nel GAD ( disturbo d’ansia generalizzato)

Quello che possiamo dire, e consigliare, è di rivolgersi al proprio medico se si avvertono sintomi riconducibili all’ansia e alla depressione, in modo da sottoporsi a controlli e test più approfonditi e giungere ad una diagnosi, quindi ad una terapia.

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