Depressione

Che cos’è la disforia di genere

Che cos'è la disforia di genere

La disforia di genere è un tema molto complesso e delicato da affrontare, a causa anche dell’enorme confusione che circola nella nostra società e di una innegabile ignoranza in materia di sessualità e di disturbi mentali

I soggetti affetti da questa condizione vivono un disagio molto forte, che ha ramificazioni complesse, perché investe non solo la sfera sessuale, ma anche quella emozionale, sentimentale, sociale, relazionale, psicologica. 

Non è un caso, infatti, che moltissimi individui con disforia di genere soffrano di ansia e depressione

Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire cos’è la disforia di genere, come e quando si manifesta e come si affronta dal punto di vista clinico e psicologico. 

Sesso, identità di genere e ruolo di genere

Come abbiamo accennato all’inizio, nonostante gli evidenti passi in avanti compiuti in tempi recenti, viviamo ancora in una società costruita intorno alla nozione rigida e stereotipata di maschio e femmina, che potremmo definire più correttamente “binaria”

Questo, perché non riusciamo a comprendere che sesso, sessualità e genere non sono la stessa cosa

Facciamo un po’ di chiarezza, in modo semplice: 

  • il sesso si riferisce all’insieme di tutte le caratteristiche biologiche che contraddistinguono l’essere femmine o maschi. Quello che viene definito, quindi, sesso biologico (cromosomi, gonadi, genitali, ecc…);
  • con identità sessuale si fa riferimento al sesso dal quale una persona è attratta, che non dipende però dal sesso biologico. Un uomo può essere attratto da un altro uomo così come una donna può essere attratta da un’altra donna, o si può essere attratti da entrambi (o da nessuno);
  • l’identità di genere è il modo in cui un individuo si percepisce, quindi se si vede e sente maschio, femmina, transgender, non binario o altro termine che lo identifica;
  • il ruolo di genere, infine, è quell’insieme di comportamenti che la società attribuisce ai maschi e alle femmine. Banalmente, le bambine giocano con le bambole mentre i bambini con i soldatini. 

Non è il sesso biologico a definire il modo in cui ci percepiamo, e in alcuni soggetti questa incongruenza tra il sesso di nascita e l’identità di genere crea enormi disagi, compresa ansia, depressione, disturbi del sonno

Cos’è la disforia di genere

Una definizione chiara e generalmente riconosciuta come valida è quella contenuta nel DSM-V, che riportiamo di seguito:

“La disforia di genere come termine descrittivo generale si riferisce al malcontento affettivo/cognitivo di un individuo con il genere assegnato, ma è definita in modo più specifico quando viene utilizzata come categoria diagnostica.”

La disforia di genere si riferisce, quindi, al disagio che può accompagnare l’incongruenza tra il proprio genere vissuto e il proprio genere assegnato, quindi tra l’identità di genere e il sesso biologico. 

Semplificando al massimo, è la condizione di difficoltà nella quale si trova un individuo biologicamente maschio che percepisce se stesso come femmina, o viceversa. 

Come si diagnostica la disforia di genere?

La disforia di genere non è una malattia, ma alcune persone possono sviluppare problemi di salute mentale a causa di questo forte disagio, come ansia, depressione, isolamento sociale.

Per questo motivo, è molto utile offrire un valido supporto medico a queste persone, in particolare ai più piccoli. 

Nel DSM-V è presente una suddivisione dei criteri diagnostici della disforia di genere in due gruppi, i bambini da una parte e gli adolescenti e gli adulti dall’altra. 

In entrambi i casi, il punto di partenza è 

“una marcata incongruenza tra il proprio genere vissuto/espresso e il genere assegnato, della durata di almeno 6 mesi […]”

Questa incongruenza va accompagnata da alcuni sintomi o manifestazioni, che il manuale elenca in questo modo:

  • Nei bambini: 
    • un forte desiderio di essere dell’altro genere o un’insistenza sul fatto che uno sia l’altro genere (o un genere alternativo diverso dal proprio genere assegnato);
    • nei ragazzi (genere assegnato), una forte preferenza per il travestimento o la simulazione di abbigliamento femminile. Nelle ragazze (genere assegnato), una forte preferenza per indossare solo abiti tipici maschili e una forte resistenza all’uso di abiti tipici femminili;
    • una forte preferenza per i ruoli tra i sessi nei giochi di fantasia;
    • una forte preferenza per i giocattoli, i giochi o le attività stereotipati utilizzati o intrapresi dall’altro genere;
    • una forte preferenza per i compagni di gioco dell’altro sesso;
    • nei ragazzi (genere assegnato), un forte rifiuto di giocattoli, giochi e attività tipicamente maschili e un forte evitamento del gioco violento; nelle ragazze (genere assegnato), un forte rifiuto di giocattoli, giochi e attività tipicamente femminili;
    • una forte antipatia per la propria anatomia sessuale;
    • un forte desiderio per le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie che corrispondono al proprio genere vissuto.
  • Negli adolescenti e negli adulti:
    • una marcata incongruenza tra il proprio genere vissuto/espresso e le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie (o nei giovani adolescenti, le caratteristiche sessuali secondarie previste);
    • un forte desiderio di liberarsi delle proprie caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie a causa di una marcata incongruenza con il proprio genere vissuto/espresso (o nei giovani adolescenti, desiderio di prevenire lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie previste);
    • un forte desiderio per le caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie dell’altro genere;
    • un forte desiderio di essere dell’altro genere (o di un genere alternativo diverso dal proprio genere assegnato);
    • un forte desiderio di essere trattato come l’altro genere (o un genere alternativo diverso dal proprio genere assegnato);
    • una forte convinzione di avere i sentimenti e le reazioni tipiche dell’altro genere (o un genere alternativo diverso dal proprio genere assegnato).

Le manifestazioni possono variare molto tra i soggetti affetti da disforia di genere, per questo motivo la fase diagnostica non può essere eseguita senza approfondimenti e sedute di psicoanalisi con un medico specialista. 

Come si affronta la disforia di genere

La prima cosa da fare per affrontare una disforia di genere, in particolare tra i genitori di bambini o adolescenti che ne soffrono, è aprire la mente e abbandonare tutti i preconcetti e gli stereotipi sulla mascolinità e la femminilità

È sempre opportuno rivolgersi ad un terapeuta, possibilmente specializzato proprio in questo settore, per dialogare con il soggetto e giungere ad una diagnosi clinica accurata. 

Dopodiché, il tipo di trattamento può variare molto in base al grado di disagio avvertito, dalle eventuali manifestazioni di disturbi mentali e dell’umore correlati, dall’età del soggetto, dall’eventuale volontà di percorrere un percorso di transizione fisica. 

Per alcuni, il trattamento può limitarsi alla terapia della parola per favorire il processo di accettazione, per i casi più lievi l’approccio potrebbe essere gestito con l’assunzione di prodotti nutraceutici o integratori naturali contro l’ansia e la depressione lieve, per i casi più complessi potrebbe essere indicata l’assunzione di antidepressivi di tipo SSRI, per altri ancora un percorso chirurgico e farmacologico finalizzato alla transizione

Sarà il medico a individuare il modo migliore di procedere.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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