Depressione

Disturbo affettivo stagionale: depressione e cambi di stagione

disturbo affettivo stagionale

Molte persone attraversano periodi dell’anno caratterizzati da un peggioramento dell’umore, in particolare durante l’autunno e l’inverno, una condizione di depressione più o meno lieve denominata disturbo affettivo stagionale, più conosciuto con il termine di metereopatia.  

Questo disturbo si presenta in particolare in concomitanza con i cambi di stagione, più di frequente proprio a ridosso delle stagioni autunnali e invernali, a causa principalmente della minore esposizione al sole, per poi migliorare con l’arrivo della primavera. 

Noto anche come “winter blues”, che in italiano suona più o meno come “malinconia invernale”, il disturbo affettivo stagionale è in realtà molto più di una semplice sensazione di tristezza o malinconia, molto comune quando le condizioni climatiche peggiorano, si può trascorrere meno tempo all’aria aperta e il clima diventa rigido e uggioso. 

Infatti, sarebbe più corretto parlare di questa condizione come di una forma di depressione, e in quanto tale deve essere tratta in modo adeguato. 

Approfondiamo insieme, e cerchiamo di capire in cosa consiste il disturbo affettivo stagionale e quali sono i rimedi naturali più efficaci

Cos’è il disturbo affettivo stagionale

Abbiamo spiegato che il disturbo affettivo stagionale, o depressione stagionale, consiste in un repentino e serio peggioramento dell’umore, che si registra in alcuni individui durante i cambi di stagione, e più in particolare in autunno e in inverno. 

E’ importante rimarcare, però, un concetto fondamentale, già in parte accennato prima: soffrire di disturbo affettivo stagionale non equivale ad essere un po’ malinconici quando il tempo atmosferico non è gradevole, condizione molto diffusa e assolutamente “normale”

Si parla di DAS quando questi cambiamenti di umore sono più gravi e possono influenzare il modo in cui una persona si sente, pensa e gestisce le attività quotidiane; insomma, è una condizione invalidante e decisamente non fisiologica. 

Piccola curiosità: in inglese disturbo affettivo stagionale si dice “seasonal affective disorder”, il cui acronimo è SAD, termine che significa “triste”.  

Quali sono i sintomi di disturbi affettivo stagionale

Il disturbo affettivo stagione non è classificato come una condizione patologica separato, ma è una forma di depressione caratterizzata da un modello stagionale ricorrente, con sintomi che durano da 4 a 5 mesi all’anno (di solito tra autunno e inverno, ma non necessariamente).

Di conseguenza, i sintomi del DAS sono gli stessi che vediamo anche in altre forme di depressione, come la depressione maggiore ad esempio. 

Quindi, chi soffre di questo disturbo può:

  • sentirsi depresso per la maggior parte della giornata, quasi tutti i giorni;
  • perdere interesse per le attività che una volta piacevano;
  • notare cambiamenti nell’appetito o nel peso, non giustificati da diete o attività fisica;
  • sperimentare disturbi del sonno;
  • provare una sensazione di pigrizia o agitazione;
  • avere poca energia;
  • sentirsi senza speranza o senza valore;
  • avere difficoltà a concentrarsi;
  • avere frequenti pensieri di morte o suicidio;

In inverno, si aggiungono i seguenti sintomi:

  • ipersonnia, ovvero tendenza a dormire troppo;
  • desiderio eccessivo di cibo, in particolare di carboidrati;
  • aumento di peso;
  • ritiro sociale;

In estate, invece:

  • difficoltà a dormire (insonnia);
  • scarso appetito, che porta ad una perdita di peso;
  • irrequietezza e agitazione;
  • ansia;
  • episodi di comportamento violento.

Come si diagnostica questo disturbo?

Se si sospetta di soffrire di un disturbo affettivo stagionale è fondamentale rivolgersi ad un medico specializzato, che potrà eseguire una serie di controlli per giungere ad una corretta diagnosi

I criteri diagnostici del DAS sono i seguenti: 

  • devono essere presenti sintomi di depressione maggiore o i sintomi più specifici sopra elencati;
  • gli episodi depressivi devono manifestarsi durante determinate stagioni (cioè solo durante i mesi invernali o estivi) per almeno 2 anni consecutivi. Tuttavia, non tutte le persone con SAD manifestano sintomi ogni anno;
  • gli episodi devono essere molto più frequenti di altri episodi depressivi che la persona può aver avuto in altri periodi dell’anno durante la sua vita.

Quali sono le possibili cause? 

Non sono chiarissime le cause del disturbo affettivo stagionale, ma come spiega il National Institute of Mental Health sul suo sito, la ricerca medico-scientifica è giunta a diverse possibili conclusioni: 

  • ridotta produzione di serotonina, il neurotrasmettitore che regola l’umore;
  • la luce del sole controlla alcune molecole da cui dipende la produzione di serotonina, e in alcuni soggetti questo processo di regolazione potrebbe non funzionare in modo corretto, in particolare durante i mesi invernali;
  • eccessiva produzione di melatonina, un ormone che regola il nostro ciclo sonno-veglia, provocando sonnolenza, stanchezza, e altri sintomi tipici della depressione;
  • carenza di Vitamina D, coinvolta anch’essa nella regolazione della serotonina.  

Come accennato, però, non si è ancora giunti ad una conclusione definitiva rispetto alle cause del disturbo affettivo stagionale. 

Come affrontare il disturbo affettivo stagionale?

Essendo una forma di depressione, il disturbo affettivo stagionale può essere trattato e curato in vari modi, dalla terapia della parola alla somministrazione di antidepressivi SSRI, passando per la fototerapia e una integrazione di vitamina D

Il più delle volte il disturbo affettivo stagionale rientra nella casistica dei disturbi lievi, si può quindi optare, in alternativa agli psicofarmaci, per prodotti naturali contro la depressione, come il nostro Zavomel, un integratore nutraceutico a base di zafferano, melatonina e vitamina E, un utilissimo rimedio naturale per la depressione lieve

Parlane con il tuo medico, e segui le sue indicazioni per affrontare il tuo disturbo dell’umore.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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