Il carico socio-economico dell’insonnia, un disturbo da decine di miliardi di dollari
I costi socio-economici dell’insonnia rappresentano oggi una delle problematiche più rilevanti e sottovalutate nel panorama della salute globale. Classificata solo recentemente come patologia a sé stante, l’insonnia non è più considerata una semplice difficoltà a dormire, ma una condizione cronica con numerosi effetti sul benessere individuale, sulla produttività lavorativa e sui costi dei sistemi sanitari. Negli ultimi anni, i dati mostrano che l’impatto economico delle crisi supera ogni anno i dieci miliardi di dollari, tra costi diretti e indiretti, e coinvolge molti Paesi, inclusa l’Italia.
Che impatto economico ha l’insonnia sulla società?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera l’insonnia uno dei disturbi cerebrali più rilevanti, classificandola all’undicesimo posto per importanza clinica.
Sono tanti gli aspetti che contribuiscono al peso socio-economico dell’insonnia. In particolare, possiamo distinguere tra:
- Costi diretti sanitari: spese per visite mediche, farmaci, terapie comportamentali o olistiche e utilizzo di dispositivi specifici
- Costi indiretti: perdite di produttività dovute ad assenteismo, costi legati ad incidenti domestici o lavorativi e necessità di assistenza informale da parte di familiari
- Costi intangibili: riduzione della qualità della vita e del benessere soggettivo
In Europa, si stima che ne soffra tra il 6% e il 12% della popolazione, con costi diretti che superano i 50 miliardi di euro. Ma il vero peso di questo disturbo emerge se si includono anche i costi indiretti: un’analisi condotta da Rand Europe su 16 Paesi ad alto reddito dell’OCSE ha stimato che i costi economici indiretti dell’insonnia possono variare da 1,8 miliardi a oltre 200 miliardi di dollari di PIL, ai quali si aggiungono fino a 127 miliardi di perdite in termini di benessere personale. Il carico complessivo globale supera ampiamente i 400 miliardi di dollari.
In aggiunta, uno studio condotto in Australia tra il 2019 e il 2020 ha mostrato che l’insonnia è il disturbo del sonno con il maggiore impatto economico, più dell’apnea ostruttiva del sonno o della sindrome delle gambe senza riposo. Il costo complessivo dei disturbi del sonno stimato dallo studio è di 35,4 miliardi di dollari, di cui 13,3 miliardi attribuiti solo all’insonnia. Questa cifra include spese mediche, assistenza non retribuita, incidenti, perdita di produttività e anche il valore del benessere compromesso.
Le conseguenze dell’insonnia su tutto l’arco della giornata
Il disturbo da insonnia cronica viene diagnosticato quando la difficoltà a prendere sonno o a mantenerlo si presenta almeno tre volte alla settimana, per un periodo di almeno tre mesi, accompagnata da una compromissione delle attività diurne. Questo concetto è centrale per comprendere la portata del disturbo, che è in grado di alterare l’intero ciclo delle 24 ore.
Chi soffre di sonno disturbato presenta frequentemente:
- Deficit cognitivi
- Ridotta attenzione
- Maggiore impulsività
- Instabilità emotiva
In questo contesto si può parlare di presenteismo, ovvero quella condizione in cui si si è presenti fisicamente a lavoro, ma si è meno produttivi, generando costi difficili da quantificare, ma con un impatto significativo. Questo accade perché, in chi soffre di insonnia, alcune aree cerebrali rimangono in uno stato di iperattivazione anche durante la notte, impedendo il corretto recupero delle funzioni mentali.
Un altro aspetto importante da considerare è che le aree cerebrali affaticate dal disturbo perdono la capacità di regolare le emozioni e l’attenzione, aumentando il rischio di sviluppare ipertensione, diabete, depressione e obesità.
Tutti questi fattori incidono pesantemente sulle prestazioni lavorative e sul funzionamento della società in generale.
Come combattere e prevenire l’insonnia per ridurre il suo impatto economico?
L’insonnia cronica rappresenta una sfida significativa per la salute pubblica, ma fortunatamente esistono diverse soluzioni efficaci per contrastarla.
Oltre alle tecniche che ciascuno può adottare a livello individuale per migliorare il sonno, è fondamentale che governi e Paesi sviluppino strategie condivise per affrontare il problema dell’insonnia, riducendone così l’impatto sociale ed economico.
- Un passo importante è lanciare campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte a tutta la popolazione, per far capire quanto sia importante dormire bene e prendersi cura del proprio riposo
- Allo stesso tempo, è fondamentale inserire la salute del sonno nelle politiche di prevenzione, promuovendo la diagnosi precoce e garantendo un accesso più facile a trattamenti efficaci
- Le istituzioni possono anche incentivare iniziative nelle aziende e negli enti pubblici per migliorare l’ambiente di lavoro e ridurre lo stress, uno dei principali fattori che contribuiscono all’insonnia.
Uno studio ha evidenziato addirittura che eliminare le conseguenze dell’insonnia cronica sulla produttività lavorativa potrebbe far crescere il PIL nazionale dei paesi analizzati tra lo 0,64% e l’1,31%, corrispondente a decine di miliardi di dollari.
Fonti e bibliografia
- Aboutpharma, 2023 – Insonnia, tra costi indiretti e intangibili pesa sul Pil per decine di miliardi di dollari
- Aboutpharma, 2022 – Insonnia, un disturbo “subdolo” dall’impatto socio-economico importante
- Armonia Giuliani – I costi dell’insonnia
Attenzione!
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