Ansia

Mutismo selettivo: definizione, cause, sintomi, cure

mutismo selettivo

In un precedente articolo abbiamo parlato di depressione infantile, sottolineando come siano particolarmente diffusi, tra i più giovani, vari disturbi mentali e dell’umore. Tra questi, merita senza dubbio di essere menzionato il mutismo selettivo

Divenuto famoso, seppur trattato in modo comico, grazie al personaggio di Raj Koothrappali nella sitcom The Big Bang Theory, in cui il giovane astrofisico non è in grado di parlare in presenza di una donna, il mutismo selettivo è in realtà una condizione molto più diffusa di quanto si pensi

Esso colpisce circa 1 bambino su 140, tende a protrarsi in tutta l’adolescenza e, se non trattato, anche in età adulta. 

Non riuscire a parlare in una determinata situazione non rappresenta necessariamente una condizione patologica, spesso è solo il frutto di ansia da prestazione, paura, aspettative. Ad esempio, può capitare di bloccarsi completamente salendo su un palco di fronte a molte persone

Ecco perché, come abbiamo più volte ribadito negli articoli del nostro blog dedicati ai disturbi mentali e dell’umore, una prova non rappresenta un indizio

Per giungere ad una diagnosi di mutismo selettivo, così come di disturbo d’ansia generalizzata o altre patologie, è necessario che determinati sintomi si protraggano nel tempo

Ma approfondiamo insieme, e vediamo cos’è il mutismo selettivo, quali sono le cause principali, i sintomi e le cure

Cos’è il mutismo selettivo

Come si legge nel DSM-V, il mutismo selettivo consiste in un disturbo d’ansia caratterizzato da una mancanza di parola in uno o più contesti, che può svilupparsi nei bambini o nei più giovani.

Molti bambini con mutismo selettivo, quindi, mostrano un linguaggio normale in contesti “sicuri”, come a casa o con amici intimi, mentre in altri no

Nel mutismo selettivo, non si registra di solito nessun disturbo nello sviluppo precoce

Il bambino affetto da questa condizione di solito mostra adeguate capacità di comunicazione in determinati contesti, e anche quelli in cui il bambino è muto la reciprocità sociale non è compromessa, né sono presenti modelli di comportamento ristretti o ripetitivi.

Quindi, si parla di mutismo selettivo quando il soggetto manifesta questo blocco del linguaggio solo in determinate situazioni, ma non in tutte

Il mutismo selettivo non è frutto di una scelta

Spesso si compie un grave errore di valutazione, soprattutto tra i familiari del bambino, che può ritardare e complicare il processo diagnostico precoce

In effetti, molti attribuiscono il mutismo ad una volontà da parte del bambino, che in quelle precise situazioni decide di non parlare. 

Non è così, la volontà del bambino è irrilevante, perché in quei contesti in cui è muto è proprio incapace di parlare, semplicemente non ci riesce. 

Quindi, se si nota una reiterazione di questa difficoltà in determinate situazioni, è importante prestare attenzione ad alcuni sintomi specifici

Quali sono i sintomi del mutismo selettivo

Per giungere ad una diagnosi clinica di mutismo selettivo è necessario verificare la presenza dei seguenti segnali. 

  • consistente incapacità di parlare in specifiche situazioni sociali in cui c’è un’aspettativa per parlare (ad esempio, a scuola) nonostante abbia parlato in altre situazioni;
  • il disturbo interferisce con il rendimento scolastico o lavorativo, o con la comunicazione sociale.
  • la durata del disturbo è di almeno 1 mese, ma non limitato al primo mese di scuola, che è un periodo più delicato per moltissimi bambini;
  • l’omissione di parola non è imputabile a mancanza di conoscenza o di confidenza con la lingua parlata richiesta nella situazione sociale;
  • il disturbo non è meglio spiegato da un disturbo della comunicazione e non si manifesta esclusivamente durante il decorso dell’autismo;
  • disturbo dello spettro, schizofrenia o un altro disturbo psicotico.

Le caratteristiche associate al mutismo selettivo possono includere: 

  • eccessiva timidezza; 
  • paura dell’imbarazzo sociale;
  • isolamento sociale e ritiro;
  • comportamenti compulsivi;
  • atteggiamento decisamente e ostinatamente negativo;
  • scoppi d’ira o lieve comportamento oppositivo. 

Alcuni bambini affetti da mutismo selettivo possono sostituire la parola con i gesti, ad esempio annuendo per rispondere si ad una domanda. Altri, invece, potrebbero riuscire a rispondere con poche parole, oppure a parlare con una voce alterata, come un sussurro.

Anche quando sono presenti questi disturbi, è comunque prevalente uno stato di ansia, ecco perché, in ambito clinico, ai bambini con mutismo selettivo viene quasi sempre data una diagnosi aggiuntiva di un altro disturbo d’ansia, più comunemente disturbo d’ansia sociale (fobia sociale). 

Cause e fattori di rischio del mutismo selettivo

In genere, il mutismo selettivo si presenta prima dei 5 anni (in media dai 2 ai 4 anni), anche se potrebbe non essere evidente dal punto di vista clinico prima dell’inizio della scuola, dove c’è un aumento dell’interazione sociale e dei compiti di prestazione, come la lettura ad alta voce. 

Il mutismo selettivo può scomparire crescendo, ma spesso permangono i sintomi del disturbo d’ansia sociale, che non vanno in alcun modo sottovalutati. 

Ad oggi non è ancora chiaro in modo certo quali siano le cause e i fattori di rischio principali alla base di questa condizione, ma senza dubbio vanno considerati i seguenti: 

  • condizione familiare di affettività negativa, con genitori molto timidi, isolamento sociale e inibizione;
  • lieve difficoltà di linguaggio ricettivo;
  • genitori iperprotettivi;
  • genitori affetti da altri disturbi d’ansia;
  • abbandono familiare da parte di uno o entrambi i genitori;
  • alcuni bambini hanno difficoltà a elaborare le informazioni sensoriali come rumori forti e spintoni dalla folla, una condizione nota come disfunzione dell’integrazione sensoriale;
  • non c’è relazione tra mutismo selettivo e autismo, anche se un bambino può avere entrambi.

Un elemento da considerare come possibile fattore di rischio o causa di mutismo selettivo è anche la scarsa conoscenza della lingua parlata, molto diffusa soprattutto tra i bambini che provengono da un altro Paese. 

Come curare il mutismo selettivo

Come si può leggere sul sito della NHS inglese, con un trattamento  appropriato la maggior parte dei bambini è in grado di superare il mutismo selettivo, ma più è grande di età quando viene diagnosticata la condizione e più tempo ci vorrà.

Quindi, è di fondamentale importanza diagnosticarla il prima possibile, facendo attenzione a quei sintomi elencati prima. 

Dobbiamo, inoltre, ricordare due aspetti: 

  1. il paziente è un bambino, in alcuni casi molto piccolo, quindi il processo richiede un approccio più morbido e graduale. Ad esempio, si può iniziare rimuovendo la pressione per farlo parlare, per poi passare gradualmente dal rilassarsi a scuola o in un determinato ambiente sociale al dire singole parole e frasi a una persona, prima di poter parlare liberamente a tutte le persone in tutti i contesti;
  2. alla base del mutismo selettivo c’è un disturbo d’ansia, quindi per curare il primo è necessario intervenire anche sul secondo.

In genere, i tipi di trattamento più efficaci sono la terapia cognitivo comportamentale e la terapia comportamentale, ma è importantissimo anche il ruolo svolto dai genitori, familiari, amici e insegnanti. 

Proprio ai genitori si rivolge il NHS, fornendo una lista di consigli molto utili, che riportiamo di seguito:

  • non fare pressioni o corrompere il proprio figlio per incoraggiarlo a parlare;
  • fargli sapere che si è consapevoli della sua paura di parlare e che a volte ha difficoltà a parlare;
  • dirgli che può fare piccoli passi quando si sente pronto e rassicurarlo che poi parlare sarà più facile;
  • non lodarlo pubblicamente per aver parlato, perché ciò può causare imbarazzo, aspettando di essere soli con lui e considerando un trattamento speciale per il suo successo;
  • rassicurarlo che la comunicazione non verbale, come sorridere e salutare, va bene finché non si sente meglio a parlare;
  • non evitare feste o visite familiari, ma considerate quali cambiamenti ambientali sono necessari per rendere la situazione più confortevole il bambino;
  • chiedere ad amici e parenti di dare al bambino il tempo di cui ha bisogno e di concentrarsi su attività divertenti piuttosto che sul farlo parlare;
  • oltre alla rassicurazione verbale, offrirgli amore, supporto e pazienza.

In alcuni casi più lievi, o come supporto a terapie farmacologiche, il medico può valutare l’impiego di prodotti naturali contro l’ansia come il nostro integratore nutraceutico Anstea, un prodotto a base di L-Teanina (tè verde) e Zafferano utile per favorire un fisiologico rilassamento nel paziente stimolando la produzione di onde cerebrali alfa, responsabili di un profondo stato di rilassamento, mantenendo contemporaneamente un cognitivo libero senza provocare sedazione.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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