Ansia

Paura della solitudine: sentirsi soli ai tempi del Covid

paura della solitudine

Quando chiudiamo una relazione, siamo single da tempo o, peggio, siamo in compagnia ma ci sembra di essere soli, la paura della solitudine si fa sempre più forte. Malessere, sofferenza, tristezza, ansia: un mix che sembra trascinarci sempre più giù; è un insieme di emozioni a cui è difficile non pensare, soprattutto dopo due anni di pandemia, che hanno rivoluzionato la vita sociale di tutti noi. 

Ma quando è necessario fermarsi a riflettere, per bloccare questa brutta sensazione ed evitare che si trasformi in vera e propria ossessione?

Paura della solitudine: di cosa si tratta?

La paura di restare soli corrisponde a uno stato di disagio molto diffuso nella società di oggi. Nonostante viviamo in un mondo in cui siamo connessi 24/24, spesso ci sentiamo davvero soli. Le migliaia di amici e followers sui social non contano nulla quando ci fermiamo a pensare: “Mi sento solo” o  “Non ho amici veri”.

Può trattarsi di un problema di autostima, di incapacità di gestire se stessi, di irrazionalità temporanea della propria vita. Se l’ansia prende il sopravvento, gli obiettivi si fanno più annebbiati e, allo stesso modo, gli affetti, la fiducia nelle persone, la percezione degli altri.

La paura di stare soli deriva da un istinto primordiale che tutti noi possediamo: nessuno vuole sentirsi escluso. Quando il nostro cervello percepisce questo rischio, fa scattare un allarme che, a volte, perdura nel tempo fino a trasformarsi in vera e propria monofobia o autofobia.

Monofobia e autofobia: non è più solo paura

Quando la paura dell’isolamento diventa una vera e propria ossessione si parla di monofobia o autofobia. A questo punto non si tratta più esclusivamente di un sentimento negativo allarmante, ma di una vera e propria situazione psicologica che compromette le attività di tutti i giorni.

Per soffrire di questa fobia, non è necessario essere realmente soli; è sufficiente sviluppare approfonditamente quest’idea, ritrovandosi così in una condizione di disagio mentale ossessiva. A volte, infatti, i pensieri che fanno scaturire questo terrore sono irrazionali e infondati.

Tuttavia, la paura patologica della solitudine può sfociare in una serie di comportamenti preoccupanti: attacchi di panico, difficoltà respiratoria e altre problematiche fisiche la cui conseguenza è l’isolamente sociale o, al contrario, la dipendenza da qualcuno, anche se la sua influenza o l’affetto nei nostri confronti non sono realmente positivi. La monofobia può quindi provocare un’ulteriore instabilità psicologica, aumentando insicurezza, ossessione e depressione.

Per evitare di entrare in un circolo vizioso, è quindi necessario intervenire tempestivamente, al fine di:

  • accettare l’istinto naturale presente in tutti noi, che ci porta a voler fare parte di uno o più gruppi, senza esserne esclusi
  • accettare il fatto che alcune volte la solitudine vera e propria porta con sé degli effetti positivi per la persona; ma bisogna imparare a gestirla

Come si manifesta la paura di restare soli?

Tristezza, sensazione di non poter essere in alcun modo confortati o amati, frustrazione, insoddisfazione: sono le emozioni che accomunano più frequentemente chi ha paura di rimanere solo.

L’ansia della solitudine si manifesta anche attraverso altri sintomi, che indirettamente influiscono su vari aspetti della quotidianità. La persona monofobica, ad esempio, difficilmente prende decisioni e accetta qualsiasi decisione altrui, perché non vuole rischiare di essere rifiutato o abbandonato. In realtà, così facendo, aumenta la sfiducia in se stesso, la sua autostima diminuisce. La sua percezione negativa del mondo circostante si fa sempre più forte.

Non sono rari altri sintomi fisici come vertigini, tachicardia, sudorazione intensa, veri e propri attacchi di panico, svenimento, tremori.

Infine, la paura della solitudine facilmente si lega anche alla paura dei ladri.

Quali sono le cause della monofobia?

Le cause alla base della paura di rimanere soli non sono chiare. Può trattarsi di una reazione a un evento traumatico, come la separazione dei genitori, la morte o l’abbandono di una persona cara.

La paura della solitudine può, inoltre, essere correlata a:

  • Emofobia, la paura del sangue
  • Altro disturbo d’ansia
  • Agorafobia, la paura di trovarsi un uno spazio da cui non si può fuggire velocemente

Solitudine non significa sentirsi soli

C’è una differenza abissale tra la solitudine reale e lo stare semplicemente da soli.

Il senso di solitudine, come anticipato, non si presenta solamente quando siamo fisicamente da soli, ma anche quando siamo in mezzo a una folla o facciamo parte di una coppia. La presenza delle altre persone non sempre colma quella sensazione di vuoto interiore.

Pensiamo, ad esempio, a chi ha un partner con cui non è felice ma, pur di non restare da solo, continua la relazione. L’ansia della solitudine è più forte della consapevolezza che quel rapporto è o sta diventando tossico. L’insoddisfazione della coppia, però, si trasforma presto in insoddisfazione generale, sfociando spesso in problemi psicologici come ansia, depressione, ecc.

In questi casi, ci si può aiutare con della terapia di coppia, per capire se il problema è risolvibile; in caso negativo, bisogna trovare la forza di spezzare quel legame e riprendere le redini della propria vita, superando quella paura di solitudine che altrimenti immobilizza.

Essere fisicamente da soli, al contrario, non è per forza sinonimo di solitudine, anzi.

Quando ci troviamo, ad esempio, da soli in casa possiamo sfruttare quei momenti per dedicare del tempo a noi stessi, imparando a conoscerci, ascoltando veramente ciò di cui sentiamo il bisogno, i nostri desideri e obiettivi, per agire di conseguenza.

L’isolamento fisico, in questo modo, non assume una connotazione negativa. Ma è importante che ognuno lo viva nel rispetto di ciò che vuole; se diventa un comportamento forzato, rischia di accompagnarsi alla paura della solitudine.

Perché abbiamo paura della solitudine?

Oltre all’istinto insito in noi, sono diverse le cause che possono scatenare l’ansia da solitudine:

  • La fine di un amore
  • Una separazione da una persona cara, non per forza un partner
  • Un abbandono subito durante l’infanzia o un periodo delicato della propria vita
  • L’incertezza del futuro

Perché non dobbiamo aver paura della solitudine?

Diventa fondamentale imparare a convivere bene con noi stessi. Non è la presenza fisica delle altre persone a determinare la nostra felicità. Possiamo essere circondati da tantissime persone, ma se queste non ci danno realmente affetto, comprensione, ascolto, che senso ha?

Al contrario, saper stare da soli significa ascoltarsi, accettarsi, riconoscere le proprie paure, ma anche capire i propri desideri e decidere di agire per soddisfarli. Saper stare da soli significa raggiungere un’indipendenza emotiva che non ci farà più scendere a compromessi nelle relazioni future, ma ci consentirà di regalare parte della nostra vita solamente a coloro che sapranno darci in cambio qualcosa di reale e concreto.

Inoltre, non bisogna avere paura di stare da soli perché è l’unico modo che abbiamo per conoscere veramente noi stessi, senza influenze esterne o distrazioni.

Come superare la paura della solitudine

Ecco 10 rimedi da mettere subito in pratica per non sentirsi più soli:

  1. Cerca di trasformare il disagio dello stare da solo in una situazione piacevole. Inizia con una passeggiata o un film al cinema in solitaria
  2. Goditi la tua libertà. Puoi fare un sacco di cose senza rendere conto a nessuno, ci hai mai pensato?
  3. Fai quello che vuoi. Sì, proprio quello che vuoi e che non hai mai fatto per paura di essere giudicato, ostacolato o ammonito
  4. Non aspettare dagli altri quello che ti rende felice. Regalatelo tu stesso! Se speri di ricevere un buono massaggio nella tua spa del cuore, compralo tu stesso, senza sperare di riceverlo per il prossimo compleanno
  5. Coltiva le tue passioni e, se non ne hai, è il momento buono di trovarne almeno una! Cucina, arte, sport… A te la scelta!
  6. Parla e pensa in positivo. Evita di usare frasi al negativo e non pensare più di non essere in grado di fare qualcosa
  7. Esprimiti, a parole o con parole scritte. Confidati con qualcuno sulle tue paure, aspettative e tutto quello che non devi più tenerti dentro… Se non vuoi dirlo a nessuno, scrivilo su un diario!
  8. Pratica yoga. Imparando a respirare, riesci a gestire le sensazioni negative e i pensieri che ti appesantiscono
  9. Coltiva le relazioni, con amici di una vita o con persone nuove. Sceglile tu in base a ciò che ti fa stare bene!
  10. Trova supporto con un integratore naturale contro l’ansia come Anstea, composto da L-teanina con grado di purezza ≥ 98% e zafferano. La sua composizione completamente naturale non provoca sonnolenza, sedazione o dipendenza; al contrario, favorisce il rilassamento, agevola la concentrazione e la capacità di attenzione. Anstea agisce in soli 30 minuti, stabilizzando i recettori della noradrenalina e serotonina, con conseguente miglioramento del tono dell’umore. 

Sentirsi meno soli è possibile. Inizia oggi stesso mettendo in pratica i nostri consigli e dì addio per sempre alla tua paura della solitudine! Non dimenticare di sentire il parere del tuo medico.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *