Depressione

Quali sono i sintomi fisici e mentali della depressione

sintomi della depressione

Una delle domande più diffuse legate al tema della depressione riguarda i sintomi fisici e mentali della stessa, spesso subdoli o facilmente confondibili con altre condizioni, magari non patologiche.

Pensiamo, ad esempio, ad uno stato di tristezza temporaneo, dovuto, magari, ad un evento specifico, che non deve per forza essere associato ad una condizione di depressione.

In un precedente articolo abbiamo elencato i principali campanelli d’allarme che potrebbero portare ad una diagnosi di depressione.

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Vediamo, ora, quali sono i sintomi fisici e mentali della depressione da osservare con attenzione.

Decorso della depressione

Prima di approfondire sintomi fisici e mentali associati alla depressione è importante fare una precisazione in merito al decorso della patologia, che ci aiuterà anche come approcciarla nel modo giusto evitando situazioni di confusione.

  • La depressione colpisce, in misura maggiore, individui adulti di età compresa tra i 30 e i 40 anni. Questo non vuol dire, ovviamente, che non è riscontrabile in soggetti più giovani (patologia purtroppo in importante ascesa) o più anziani, ma in media questa fascia della popolazione è la più esposta;
  • Se trattato in modo adeguato, attraverso l’impiego di farmaci specifici o di integratori/nutraceutici, se necessario, un episodio depressivo può risolversi positivamente nel giro di pochi mesi;
  • Purtroppo, capita che un episodio all’apparenza superato sia seguito da altri nel corso dei mesi successivi. Questo vuol dire che il rischio di recidiva è alto, così come alto deve essere il livello di attenzione nei confronti di alcuni sintomi, che elencheremo più avanti nel corso dell’articolo;
  • Può capitare che la depressione diventi cronica o sub-cronica, quindi duratura nel tempo e ricorrente;
  • L’ansia peggiora la prognosi, accentuando lo stato depressivo. Anche in questo caso, l’assunzione di farmaci specifici o di integratori/nutraceutici per il trattamento dell’ansia può conferire un certo livello di sollievo.

Ora possiamo andare ad elencare i principali sintomi fisici e mentali della depressione.

Sintomi della depressione: fisici e mentali

I sintomi della depressione possono essere suddivisi in due macro categorie, a seconda della natura del disagio.

Le tre categorie sono le seguenti:

  • Sintomi fisici;
  • Sintomi mentali: questa categoria, a sua volta, si dividi in due sotto insieme, ovvero in “sintomi umorali” e “sintomi di cognizione”.

Approfondiamo insieme, partendo proprio da questa seconda categoria.

Sintomi mentali della depressione

La depressione è una disturbo mentale, appare quindi evidente che i principali sintomi, indicativi di una condizione patologica, abbiano un legame con il funzionamento della nostra mente.

In particolare, la depressione è individuabile sia in sintomi di carattere umorale, sia di tipo cognitivo.

Essi rappresentano i sintomi core della depressione, e sono rappresentati dalle cosiddette “4 A”: Abulia, Anedonia, Apatia, Astenia.

Sintomi umorali:

  • Sensazione di tristezza, preoccupazione, depressione;
  • Perdita di interesse e di piacere nelle cose (anedonia), anche in quelle generalmente associate a momenti positivi;
  • Perdita di energia (astenia), vitalità, speranza, progettualità, difficoltà nell’intraprendere nuovi comportamenti o iniziative (apatia).

I rapporti sociali, il gioco, il tempo libero, il sesso, tutto questo non riesce a procurare emozioni positivi nel paziente, che invece sprofonda in una condizione di apatia e tristezza perenne.

Sintomi cognitivi:

  • Pensieri negativi circa se stessi, il presente ed il futuro;
  • Ruminazioni depressive, ovvero pensieri pessimistici ricorrenti;
  • Scarsa concentrazione, perdita di memoria, difficoltà a prendere decisioni (Abulia);
  • Sensazione che possa accadere qualcosa di pericoloso e paure esagerate;
  • Disperazione;
  • Pensieri di morte e idee di suicidio;
  • Pensieri irreali di colpa, malattia, povertà.

Come puoi immaginare, i sintomi cognitivi sono legati in modo indissolubile a quelli umorali, perché è evidente che la produzione di pensieri negati generi a sua volta una profonda tristezza, ansia, depressione appunto.

Sintomi fisici della depressione

Ai sintomi mentali della depressione si associano, molto di frequente, disturbi fisici, che influiscono molto negativamente sulla qualità della vita del soggetto.

Quali sono questi sintomi fisici associati alla depressione?

  • Disturbi del sonno, per i quali può essere consigliato anche l’assunzione di integratori o nutraceutici specifici, come la melatonina;
  • Disturbi dell’appetito: anoressia, bulimia, inappetenza, sensazione di fame costante;
  • Affaticabilità e diminuzione dell’energia, anche in assenza di attività che potrebbero giustificarla;
  • Perdita di interesse in numerose attività, compreso il sesso (condizione che rientra anche nel novero di sintomi umorali);
  • Sintomi gastrointestinali, come bocca secca, nausea, costipazione;
  • Dolori inspiegabili;
  • Rallentamento o agitazione psicomotoria.

Come analizzare e quantificare i sintomi della depressione

Come abbiamo accennato anche all’inizio, alcuni dei sintomi associabili ad una condizione patologica di depressione possono essere, in realtà, indicatori di situazioni del tutto normale.

Capita a tutti, in effetti, si avere delle giornate no, durante le quali ci si sente tristi, demotivati, stranamente stanchi, ma questo non vuol dire che si soffra di depressione.

Questo cosa vuol dire?

Che non è sufficiente la presenza di uno o più sintomi per elaborare una diagnosi di depressione, ma è necessario seguire dei procedimenti molto rigorosi, come abbiamo analizzato in un precedente articolo (nel primo articolo parliamo di DSM-5 e criteri di valutazione)

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Esistono, ad oggi, 4 principali scale di valutazione per quantificare i sintomi della depressione:

  • HDRS: Hamilton Depression Scale;
  • MADRS: Montgomery- Asberg Depression Rating Scale;
  • BDI: Beck Depression Inventory;
  • PSDRS: Post stroke Depression Rating Scale.

Approfondiamo insieme.

HDRS: Hamilton Depression Scale

La scala di valutazione della depressione Hamilton (HDRS) è senza dubbio una delle più utilizzate da medici, psicologi e psichiatri, anche se non nasce con l’obiettivo specifico di diagnosticare la depressione.

Ciò nonostante, si è dimostrata molto utile nella diagnosi della depressione grave.

La versione originale contiene 17 item (domande) relativi ai sintomi della depressione vissuti dal paziente, poi estesa a 21.

Come funziona?

Beh, semplificando possiamo dire che si tratta di una sorta di questionario, un’intervista a cui il paziente deve sottoporsi, rispondendo ad una serie di domande e fornendo una risposta utilizzando una scala di valore, di solito da 0 a 4.

Per alcune domande la scala può variare, limitando ad un range da 0 a 2 oppure da 0 a 3.

Al termine del questionario, si sommano le risposte, e il totale ottenuto consente l’elaborazione di una diagnosi.

Nella scala a 17 articoli si segue la seguente logica:

  • ≥25 depressione grave;
  • 18-24 depressione moderata;
  • 8-17 depressione lieve;
  • ≤7 assenza di depressione.

MADRS: Montgomery- Asberg Depression Rating Scale

A differenza della HDRS, la Montgomery-Asberg Depression Rating Scale (MADRS) è un sistema nato con l’intento di analizzare l’evoluzione della patologia durante la fase di trattamento.

L’obiettivo primario della MADRS, quindi, è analizzare le variazioni della sintomatologia del paziente, a partire dal momento in cui inizia ad assumere dei farmaci, degli integratori o a svolgere delle regolari sedute di psicoanalisi.

Per questo motivo, si tende ad utilizzare questo sistema almeno prima e dopo il trattamento, per avere un confronto.

Basato sull’analisi di 10 item, individuati tra quelli considerati più suscettibili a variazioni durante il trattamento, la MADRS utilizza una scala di valutazione composta da 7 valori, dallo 0 che equivale ad “assente” al 6 che indica, invece, “massima gravità”.

Anche in questo caso, si sottopone il paziente ad un questionario, alquanto semplice, ed in base alle risposte si sviluppa una diagnosi.

BDI: Beck Depression Inventory

Il Beck Depression Inventory è la scala di valutazione più utilizzata al mondo, anche perché è considerato lo strumento più specifico per la depressione.

Infatti, esclude tutti quei sintomi associati all’ansia, concentrandosi solo su quelli legati alla depressione.

In particolare, si concentra sui sintomi umorali e cognitivi indicati prima.

Essendo questi sintomi legati a forme di depressione più lieve, il BDI viene utilizzato soprattutto per lo studio di queste prognosi.

Dalla sua introduzione si è rivelata molto efficace nell’analisi delle variazioni sintomatologiche nei pazienti.

Nella sua versione iniziale è composta da 21 item (quindi 21 domande), con una scala di valutazione da 0 a 3, dove 0 indica assenza del sintomo e 3 la presenza in modo grave.

In base alla somma dei punti si individua una forma di depressione più o meno grave, seguendo questo schema:

  • 1-10: valori normali;
  • 11-16: Disturbi dell’umore lievi;
  • 17-20: Depressione clinica borderline;
  • 21-30: Depressione moderata;
  • 31-40: Depressione grave;
  • > 40: Depressione estrema.

PSDRS: Post stroke Depression Rating Scale

Non tutti sanno che l’ictus cerebrale può causare non solo una limitazione delle capacità motorie e delle disfunzioni cognitive, ma anche dei disturbi dell’umore.

Infatti, uno dei risultati più frequenti dell’ictus cerebrale è la depressione post-ictus (PSD), una depressione secondaria ad una condizione medica.

Numerosi ricercatori hanno sottolineato l’importanza di una diagnosi precoce di questo disturbo, che viene effettuata anche attraverso la cosiddetta Post stroke Depression Rating Scale o PSDRS.

Questa scala è uno strumento prezioso per la valutazione dei primi sintomi della depressione nei pazienti nella prima settimana dopo l’ictus cerebrale.

La PSDRS tiene conto di una serie di sintomi e problemi comunemente osservati nei pazienti con ictus e che possono essere associati alla depressione.

Questa scala di valutazione è composta da 10 sezioni.

Le prime 9 studiano vari componenti della depressione post-ictus, come:

  • umore depresso;
  • senso di senso di colpa;
  • pensieri di morte / pensieri suicidi;
  • sintomi vegetativi, apatia, perdita di interessi;
  • livello di ansia;
  • reazioni catastrofiche;
  • iperattività emotiva
  • anedonia.

La scala è completata dal ricercatore sulla base di cosa dice e come si comporta il paziente, assegnando a ciascun gruppo un valore compreso tra 0 e 5 punti.

Il punteggio massimo del test è di 45 punti.

La sezione 10 non viene conteggiata per la somma dei punti, ma viene utilizzata per distinguere se i sintomi depressivi si sono verificati solo dopo ictus cerebrale o magari hanno una natura differente uno sfondo diverso.

Conclusioni

Individuare i sintomi fisici e mentali della depressione, ed essere in grado di quantificare attraverso scale di valori adeguate, è fondamentale per elaborare una corretta diagnosi.

Ci teniamo a ribadire, sempre, che gli unici in grado di individuare, quantificare e trattare la sintomatologia depressiva sono i medici specializzati in Psichiatria

Invitiamo, quindi, a evitare soluzioni fai da te, che potrebbero aggravare una condizione già precaria nella quale ci si trova.

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