Ansia

Stress lavoro correlato: cosa comporta e come reagire?

stress lavoro correlato

Milioni di lavoratori in tutto il mondo ne soffrono: disturbi gastrointestinali e cardiovascolari, ansia, depressione, affaticamenti sono i sintomi più comuni. Ma cosa si nasconde veramente dietro lo stress lavoro correlato? Quali sono diritti e doveri di imprenditori, aziende e dipendenti? Ma soprattutto, cosa fare per uscirne, vivere meglio e, al tempo stesso, essere più produttivi professionalmente?

Con il termine work-related stress si intende una serie di cause e conseguenze che, quando trattate superficialmente, possono sfociare in vere e proprie crisi emotive e altissimi livelli di improduttività al lavoro. Un’improduttività che non è data solamente da assenteismo e malattia, ma anche e soprattutto dal presenzialismo, ossia la presenza prolungata ma improduttiva sul posto di lavoro.

Solo pochi anni fa si stimavano danni legati allo stress da lavoro correlato quantificabili in 20 miliardi di euro, corrispondenti ai giorni lavorativi persi ogni anno a causa del malessere psico-fisico provato dai soggetti stressati. 

Stress lavoro correlato, mobbing o burnout?

Innanzitutto, bisogna specificare che tra stress lavoro correlato, mobbing e burnout ci sono delle grosse differenze. 

Che cos’è lo stress lavorativo? Si tratta dell’insieme di reazioni psico-fisiche che un soggetto manifesta quando sente troppa pressione lavorativa su di sé, ovvero quando le richieste dell’ambiente lavorativo superano le sue capacità, competenze e possibilità.

Secondo la definizione data dall’INAIL, lo stress lavoro correlato, pur non essendo considerato malattia, può provocare danni di natura psichica e fisica nel lungo periodo.

Da specificare che lo stress aziendale causato da dinamiche relazionali non è considerato tipico dell’ambiente lavorativo, potendo scaturire normalmente in qualsiasi situazione quotidiana, anche extra-lavorativa.

Per mobbing, invece, si intende la violenza psicologica subita sul posto di lavoro, come ad esempio: intimidazioni, violenza sessuale, terrorismo psicologico. Il datore di lavoro o il collega adottano sistematicamente dei comportamenti di questo tipo nei confronti di un dipendente, al fine di emarginarlo.

Infine, il burnout. Questo termine fa riferimento alla forma cronica di stress lavoro correlato, ossia la forma più grave in cui questo può manifestarsi. Il soggetto che ne è colpito vive un esaurimento nervoso che lo porta a distaccarsi sempre più dalle attività quotidiane e lavorative che lo circondano.

Non è semplice capire il modo in cui dalla forma più lieve di stress correlato al lavoro si passi al burnout vero e proprio. Bisogna però dire che, nel mondo lavorativo di oggi, sussistono molte situazioni e fattori che ne provocano l’insorgenza, come: cambio di ruolo e mansione all’interno dell’azienda, cambiamento organizzativo, discussioni con i colleghi, extra-carico di lavoro, incomprensioni con i responsabili o con i colleghi. Da non dimenticare, infine, che la situazione si è aggravata con l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, che ha provocato un aumento del burnout del 15%.

Sulla base dei dati raccolti dalle ASL del Nord Italia, oltre il 70% dei casi di stress da lavoro correlato ha come conseguenza un percorso psichiatrico.

Cosa fare per combattere questa problematica della società lavorativa di oggi?

Stress lavoro correlato: la normativa

Il 31 dicembre 2010, con il D. Lgs. 81/08, è entrato in vigore l’obbligo di valutazione del rischio da stress lavoro correlato. Cosa significa? Il datore di lavoro è obbligato a valutare tutti i rischi in cui ogni lavoratore può incorrere, secondo quanto indicato nell’accordo europeo dell’8/10/2004 sottoscritto da CEEP, UEAPME, UNICE e ETUC.

Ogni datore di lavoro deve ripetere la valutazione con una frequenza non inferiore ai tre anni, a meno che non sussistano delle situazioni per cui tale rinnovo debba essere eseguito con una tempistica più ravvicinata.

Come si valuta lo stress da lavoro correlato?

Secondo il Testo Unico della Sicurezza, modificato dal correttivo D. Lgs. 106/09, la valutazione dello stress da lavoro dev’essere effettuata rispettando quanto previsto dalla Commissione Consultiva Permanente per la Salute a Sicurezza sul Lavoro.

Il processo di valutazione deve seguire 3 step:

  1. Identificazione dei possibili pericoli aziendali
  2. Stima del rischio, attraverso valutazione preliminare/semplificata
  3. Valutazione approfondita 

Qualora sussistano delle situazioni percepite come rischi, il datore di lavoro è obbligato a intervenire per eliminarle o ridurle. 

Cosa succede se la legge sullo stress aziendale non viene rispettata?

Il datore di lavoro o il dirigente che non ha effettuato correttamente la valutazione dello stress correlato lavoro (DVR) incorre in diverse sanzioni, tra cui:

  • omessa redazione del DVR: ammenda da 2500 a 6400 euro e, nei casi più gravi, arresto da 3 a 6 mesi
  • incompleta redazione del DVR: ammenda da 2000 a 4000 euro.

Stress e lavoro: rischi e rimedi

Quali sono i principali fattori di rischio alla base dello stress aziendale?

Innanzitutto, bisogna considerare tutto ciò che circonda la cultura e l’organizzazione aziendale, tra cui: mancanza di comunicazione interna, di obiettivi professionali, di compartecipazione e sostegno tra i vari ruoli. Amplificano le difficoltà situazioni vissute e percepite come ingiuste, come: mancanza di autonomia rispetto ai propri compiti e competenze, difficoltà a gestire i rapporti interpersonali, dubbi sul futuro sviluppo della propria posizione e possibilità di carriera. 

Quanto detto finora crea un ambiente stressante, che può essere aggravato dallo stress da lavoro vero e proprio. Lavorare a turni e/o con orari decisamente pesanti, essere “sommersi di lavoro”, non avere a disposizione strumenti e infrastrutture adeguate a svolgere i propri compiti… Si tratta solo di alcuni fattori di rischio che devono obbligatoriamente rientrare nella valutazione dello stress da lavoro.

Quali sono le categorie più a rischio?

Tra le categorie maggiormente colpite dallo stress lavoro correlato sicuramente rientrano le occupazioni maggiormente stressanti, come: minatori, agenti di polizia, agenti di custodia carceraria, medici e infermieri, assistenti sociali, autotrasportatori, vigili del fuoco e affini.

Tuttavia, possono presentare i sintomi dello stress da lavoro anche categorie professionali apparentemente meno stressanti. Tra queste: dentisti, musicisti, gestori del personale, giornalisti, insegnanti.

Da specificare che lo stress da lavoro correlato non colpisce solamente i dipendenti, ma anche i titolari d’azienda.

Stress lavoro correlato: le conseguenze

Lo stress da lavoro porta con sé conseguenze negative sia per la persona sia per l’azienda.

Il soggetto stressato, se non si cura adeguatamente, può peggiorare la propria situazione fino a mostrare i sintomi di una vera e propria patologia (burnout). La prima manifestazione del suo malessere può consistere in atteggiamenti negativi sul luogo di lavoro, a cui seguiranno un calo delle prestazioni e probabilmente anche assenteismo. Aumenta anche la probabilità di fare un incidente a causa di un errore umano.

Fisicamente, la persona incorre in disturbi del sonno, minori difese immunitarie, problemi gastresofagei; psicologicamente, diminuisce l’autostima lavorativa e cresce la demotivazione e la necessità di isolamento.

L’azienda, dal canto suo, deve sopportare un calo nella produttività e un aumento dei costi aziendali causati, come detto, da assenteismo e presenzialismo.

Cosa fare in caso di stress lavoro correlato?

Diverse sono le possibilità di intervento, sia per l’azienda sia per la persona. 

Da ogni punto di vista, l’importante è muoversi rapidamente, per sanare le situazioni di difficoltà, limitare i fattori di rischio e risolvere le principali fonti di rischio stress.

Come eliminare lo stress aziendale

L’azienda non deve mai dimenticare che lo stress correlato al lavoro così come il burnout spesso fanno riferimento al gruppo, e non al singolo individuo. Sono le situazioni collettive a scatenare le prime manifestazioni di stress (cambiamenti organizzativi, di ruolo, ecc.). Concentrarsi su un approccio di gruppo, anziché del singolo, può quindi aiutare a risolvere una difficoltà manifestata da uno, ma sofferta da molti.

Chiaramente, devono essere eliminati o ridotti al minimo tutti i fattori di rischio specificamente riferiti alle attività svolte.

Come risolvere lo stress dipendenti

Cosa può fare, chi soffre di stress lavoro correlato, per uscire da questa situazione?

Oltre ai rimedi contro lo stress già trattati, ecco 8 consigli indispensabili per ridurre lo stress da lavoro:

  1. Individuare la causa scatenante dell’insofferenza. Le scadenze sono impossibili da rispettare? C’è un collega che “fa finta di lavorare”? La stanza è poco illuminata e concludere il lavoro richiede il doppio del tempo?
  2. Darsi delle priorità. Quali sono i progetti più importanti e urgenti? Solo dopo aver concluso quelli, si potrà procedere con quelli secondari.
  3. Non portare lo stress a casa. Una volta chiuse le porte del posto di lavoro, angosce, paure e ansia devono rimanere lì dentro. Al di fuori, amicizie, hobby, sport e famiglia non meritano di soccombere le preoccupazioni lavorative.
  4. Seguire una dieta equilibrata e leggera. Ne beneficia anche l’umore!
  5. Dormire ⅞ ore a notte. Svegliarsi riposati è fondamentale per affrontare con maggior serenità anche le situazioni più complicate.
  6. Smart working? Sì, ma con orari prestabiliti. Lavorando da casa, è ancora più difficile riuscire a staccare; ma è fondamentale per dedicarsi quei momenti necessari a ricaricare le energie.
  7. Staccare i social. L’ansia diminuisce quando si riesce a disintossicarsi da tv, pc e smartphone.
  8. Aiutarsi con un integratore naturale contro l’ansia lieve come Anstea. La sua composizione a base di L-teanina e Crocus Sativus L. (Zafferano) fa sì che agisca immediatamente contro lo stress e aiuti l’organismo a rilassarsi naturalmente. Il tono dell’umore ne è immediatamente sollevato. Anstea non provoca assuefazione né sedazione ed è adatto a tutte le età. Con Anstea, lo stress da lavoro correlato è già un po’ più lontano.

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.

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