Violenza domestica e problemi mentali: quale la correlazione?
La violenza domestica è una problematica sociale che affligge milioni di persone in tutto il mondo, lasciando cicatrici profonde non solo sul corpo, ma anche nella mente.
Questo fenomeno, che si consuma tra le mura domestiche, è spesso nascosto e difficile da intercettare, ma le sue conseguenze sulla salute mentale delle vittime sono devastanti.
Cos’è la violenza domestica: definizione e contesto
La violenza domestica, o violenza intrafamiliare, è definita come un insieme di comportamenti abusivi agiti da un partner (attuale o passato) o da un altro membro del nucleo familiare, che mirano a esercitare potere e controllo sulla vittima. Queste azioni possono manifestarsi in diverse forme:
- Violenza fisica: comprende atti come schiaffi, pugni, calci, spinte, ustioni, soffocamento e l’uso di armi
- Violenza sessuale: include qualsiasi forma di costrizione a rapporti sessuali non consenzienti, molestie sessuali e abusi
- Violenza psicologica: si manifesta attraverso minacce, insulti, umiliazioni, controllo eccessivo, gaslighting (manipolazione psicologica che porta la vittima a dubitare della propria sanità mentale) e isolamento sociale
- Violenza economica: consiste nel controllo delle risorse finanziarie della vittima, impedendole di lavorare o di accedere ai propri risparmi
La violenza domestica è un problema globale che non risparmia nessun paese o cultura. In Italia, secondo i dati ISTAT, milioni di donne hanno subito una qualche forma di violenza nel corso della loro vita. Nel 2012, il 72% delle donne ha dichiarato di essere stata vittima di violenza psicologica e il 44% di violenza fisica. Le violenze sono più frequenti tra le donne più giovani, separate o divorziate, con un lavoro precario o disoccupate.
Questi dati sono solo parziali, poiché molte vittime non denunciano gli abusi per paura, vergogna o mancanza di fiducia nelle istituzioni.
La correlazione tra violenza domestica e disturbi mentali
La relazione tra violenza domestica e disturbi mentali è complessa e bidirezionale. Da un lato, la violenza può causare l’insorgenza di disturbi mentali nelle vittime e dall’altro, le persone con disturbi mentali possono essere più vulnerabili alla violenza domestica.
- I disturbi mentali come fattore di rischio per la violenza: le persone con disturbi mentali, come depressione, ansia, disturbo bipolare e disturbi di personalità, possono avere maggiori difficoltà a gestire le proprie emozioni e a comunicare in modo efficace, aumentando il rischio di essere coinvolte in relazioni violente. Uno studio, per esempio, ha rilevato che le donne con disturbi depressivi hanno una probabilità due volte e mezzo superiore di essere vittime di violenza domestica rispetto alle donne senza disturbi mentali
- La violenza come causa di disturbi mentali: l’esposizione continua alla violenza, sia fisica che psicologica, può alterare il funzionamento del cervello e del sistema nervoso, rendendo le vittime più suscettibili a sviluppare disturbi mentali
Le conseguenze della violenza domestica sulla salute mentale delle vittime sono numerose e possono manifestarsi a breve e a lungo termine. Tra gli effetti più comuni troviamo:
- Disturbi d’ansia: attacchi di panico, fobie, ansia generalizzata e disturbo da stress post-traumatico (PTSD)
- Depressione: umore depresso, perdita di interesse per le attività quotidiane, disturbi del sonno, affaticamento e pensieri suicidi
- Disturbi alimentari: anoressia, bulimia e binge-eating disorder, spesso utilizzati come meccanismi per gestire il trauma
- Disturbi del sonno: Insonnia, incubi e difficoltà a dormire a causa dell’ipervigilanza e della paura
- Bassa autostima: sentimenti di colpa, vergogna, inadeguatezza e difficoltà a fidarsi di sé stessi e degli altri
- Difficoltà relazionali: problemi a stabilire e mantenere relazioni sane, paura dell’intimità e tendenza a ripetere schemi relazionali disfunzionali, come nel caso delle relazioni tossiche
- Isolamento sociale: ritiro dalle attività sociali, difficoltà a chiedere aiuto e senso di solitudine; non a caso la depressione da solitudine può essere una conseguenza della violenza domestica, portando le vittime a isolarsi e a sentirsi intrappolate nella loro sofferenza
- Disturbi dissociativi: sensazione di distacco dalla realtà, vuoti di memoria e difficoltà a ricordare gli eventi traumatici
- Sintomi psicotici: allucinazioni, deliri e perdita di contatto con la realtà (nei casi più gravi)
L’importanza della prevenzione e del supporto
La prevenzione della violenza domestica e il supporto alle vittime sono fondamentali per ridurre l’impatto di questo fenomeno sulla salute mentale. In particolare, è importante che istituzioni, servizi sociali, medici, polizia e tutta la comunità lavorino insieme per far capire alle vittime di violenza domestica che non sono sole e che ci sono persone e risorse pronte ad aiutarle.
Alcune strategie di prevenzione e supporto includono:
- Sensibilizzazione: promuovere campagne di sensibilizzazione per informare la popolazione riguardo alla violenza domestica, ai suoi segnali e alle risorse disponibili
- Educazione scolastica: sviluppare programmi educativi all’interno delle scuole per promuovere relazioni sane, rispetto reciproco e uguaglianza di genere
- Formazione: offrire formazione specifica per operatori sanitari, sociali e per le forze dell’ordine, al fine di migliorare la loro capacità di riconoscere e gestire adeguatamente i casi di violenza domestica
- Servizi di supporto: garantire l’accesso a centri antiviolenza, case rifugio, numeri verdi e servizi di consulenza psicologica e legale per le vittime
- Sostegno economico: fornire aiuti economici concreti e opportunità di lavoro per favorire l’indipendenza economica delle vittime e supportarle nel processo di ricostruzione della loro vita
Cosa fare se si è vittime di violenza domestica
In caso di violenza domestica, è fondamentale riconoscere la gravità della situazione e sapere che esistono azioni concrete per tutelare la propria sicurezza e quella di eventuali figli.
Di seguito, alcune buone pratiche consigliate per le persone vittime di violenza:
- Riconoscere la violenza: il primo passo consiste nel comprendere che qualsiasi forma di violenza, sia essa fisica, psicologica, sessuale o economica, è inaccettabile e non deve essere giustificata o sottovalutata
- Garantire la sicurezza immediata: in situazioni di pericolo imminente è necessario contattare immediatamente le forze dell’ordine (112 o 113). Se possibile, è consigliabile cercare un luogo sicuro, come la casa di una persona di fiducia, e preparare una borsa con documenti, denaro, farmaci e oggetti personali essenziali da tenere pronta per un’eventuale fuga
- Rivolgersi ai servizi di supporto: numerose strutture e servizi sono dedicati all’assistenza delle vittime di violenza domestica. Per esempio, il numero verde 1522, attivo 24 ore su 24, offre ascolto, consulenza e orientamento verso centri antiviolenza, case rifugio e servizi psicologici e legali
- Condividere l’esperienza con persone di fiducia: parlare con amici, familiari o professionisti può fornire un sostegno emotivo importante e facilitare l’accesso alle risorse necessarie
- Denunciare la violenza: presentare una denuncia alle forze dell’ordine o alla Procura della Repubblica rappresenta un passo fondamentale per interrompere gli abusi
Fonti e bibliografia
- ISTAT, 2025 – Il numero delle vittime e le forme della violenza
- Habilitas, 2017 – Conseguenze psichiche del maltrattamento prolungato all’interno della coppia
- State of Mind, 2015 – Le donne vittime di violenza domestica più a rischio di problemi mentali?
Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale.