Violenza ostetrica: quali le conseguenze psicologiche?

violenza ostetrica

La nascita di un figlio dovrebbe essere un momento di gioia e realizzazione per ogni donna, un momento in cui sentirsi accolta e supportata.

Purtroppo, però, l’esperienza del parto è per molte segnata da abusi e mancanza di rispetto che ricadono sotto la definizione di violenza ostetrica.

Violenza ostetrica: cos’è e come si manifesta

La violenza ostetrica riguarda un’ampia gamma di condotte che ledono l’autonomia, la dignità e l’integrità fisica e psicologica della partoriente, trasformando un momento delicato in un’esperienza traumatica.

Non esiste ancora una legge specifica che definisca la violenza ostetrica in Italia, presente già in alcuni paesi, ma l’OMS ha evidenziato l’importanza di contrastare il fenomeno da parte dei governi. 

Le manifestazioni più comuni includono:

  • Abuso fisico: l’uso di forza fisica non necessaria e ingiustificata
  • Trattamenti de-umanizzanti: essere lasciate sole, non ascoltate o ignorate nel dolore e nelle richieste di aiuto, o trattate come un oggetto passivo sul quale intervenire
  • Affermazioni umilianti o ironiche: frasi sminuenti, colpevolizzanti o minacciose rivolte alla donna durante il parto
  • Mancanza di consenso informato: esecuzione di procedure mediche senza la preventiva e chiara spiegazione, o senza ottenere l’esplicito consenso della donna

Le conseguenze psicologiche

Le ferite di questo tipo di violenza sono spesso invisibili, ma profondamente invalidanti, andando a intaccare la salute mentale della neomamma e il legame col bambino.

Disturbo post-traumatico da stress

Il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) è una delle diagnosi più frequenti: la donna rivive l’evento traumatico attraverso flashback o incubi, sperimenta un forte stato di ansia e iper-vigilanza e può cercare di evitare tutto ciò che le ricorda il parto. Ciò rischia di minare la sua quotidianità e la capacità di godersi la maternità.

Difficoltà nella sfera sessuale e relazionale

Gli effetti hanno anche ripercussioni nelle relazioni e nell’intimità. Infatti, l’esperienza di violenza ostetrica può causare un allontanamento emotivo dal bambino, percepito inconsciamente come il catalizzatore del trauma subito.

Inoltre, tale trauma può riflettersi negativamente sulla sfera sessuale e intima della coppia, generando dolore o un’avversione nei confronti della penetrazione e dell’intimità.

Depressione post partum

Sebbene la depressione post partum abbia cause multifattoriali, la violenza ostetrica ne è un fattore di rischio significativo. La sensazione di non essere stata in grado di proteggersi o di aver fallito nel parto può sfociare in sentimenti di profonda tristezza, disperazione e apatia.

Paura di una futura gravidanza

La donna che ha subito violenza ostetrica può sviluppare una marcata paura di una successiva gravidanza, al punto di evitare nuove nascite per il terrore di rivivere il trauma. Ciò rischia di sfociare in tocofobia secondaria, aumentando i rischi e i possibili effetti negativi.

Come difendersi dalla violenza ostetrica

Le conseguenze psicologiche della violenza ostetrica sono reali e altamente impattanti, dunque prevenire o reagire alla violenza ostetrica è un atto di autodifesa e consapevolezza per ottenere giustizia.

Il primo strumento di difesa è la conoscenza: informarsi sui propri diritti (il diritto al consenso informato, il diritto ad essere ascoltata, il diritto di rifiutare una procedura) sulle pratiche mediche e i protocolli dell’ospedale scelto. Questo è un primo passo fondamentale per essere consapevoli e riconoscere possibili violenze e sopraffazioni.

Se l’esperienza del parto include abusi o negligenze, è fondamentale che la donna denunci il fatto, rivolgendosi alla direzione dell’ospedale, e in secondo momento alle forze dell’ordine se intende agire legalmente. 

Far sentire la propria voce è fondamentale: solo così può si può sensibilizzare l’opinione pubblica su una problematica molto comune ma spesso non denunciata, creando così la possibilità di cambiamenti reali nell’assistenza ostetrica.

Fonti e bibliografia

Attenzione!
Le informazioni qui riportate hanno carattere puramente divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportate sono assunte in piena autonomia decisionale.

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